Claudia e Domenico    

IL CAMMINO DI SANTIAGO DI COMPOSTELA…
A PIEDI LUNGO 800 KM DI CRISTIANITA’


Cosa  può spingere una coppia di quarantenni a decidere di percorrere 800 km a piedi, in piena estate e  con uno zaino di circa 12 kg sulle spalle? Forse la pazzia, oppure l’ultima esplosione di giovanilismo, o l’esigenza di mettersi alla prova in situazioni quasi estreme, magari il desiderio di un’esperienza forte per il proprio spirito… Non sappiamo rispondere con certezza e disinvoltura  a questi interrogativi, ma noi il 20 luglio scorso ci siamo messi in marcia, obiettivo: la tomba dell’Apostolo Giacomo. E’ un antichissimo cammino ricco di storia, dove l’epopea di Carlo Magno e dei suoi Paladini si intreccia   con storie di santi, di re e di semplici uomini che nei secoli, da tutta Europa, si sono incontrati nella fede e nel dolore della fatica lungo un tracciato che attraversa il Nord della Spagna, dai Pirenei sino quasi all’Atlantico, fino a Santiago di Compostela, un lungo cammino che è stato proclamato  “Patrimonio dell’Umanità” dall’Unesco.

La solitudine della Meseta Ferreiros - ultimi 100 km

In quel luogo sono sepolte le spoglie dell’Apostolo di Cristo che, dopo essere stato martirizzato in Palestina, venne portato nella lontana Galizia (Nord-Ovest della Spaqna) per esservi sepolto poiché quelle terre, della Penisola Iberica, lo videro protagonista della prima evangelizzazione. Sulla sua tomba è stata eretta un’ imponente cattedrale intorno alla quale è cresciuta la città, la terza città santa dopo Roma e Gerusalemme.

Puente la Reina, dove i cammini si uniscono

Siamo partiti da S.Jean Pied de Port, piccolo paese  sul versante francese dei Pirenei, il 20 luglio. Abbiamo attraversato la Navarra, la Rioja, la Castiglia e la Galizia. Abbiamo visitato piccoli villaggi e grandi città come Pamplona, Burgos e Leon. Abbiamo conosciuto uomini e donne di ogni paese dal Giappone, al Canada, all’Australia. Su quel tracciato, sterrato e polveroso, ogni anno, soprattutto d’estate, ma non solo, c’è il mondo che cammina… Perché? Parlando con i tanti compagni di viaggio conosciuti nei lunghi 30 giorni di marcia, ci sono state rivelate le più diverse motivazioni. Chi era in cerca di se stesso, chi voleva sperimentare l’energia che, alcuni dicono, scorre lungo il cammino tracciato in cielo dalla Via Lattea, chi si è deciso a partire dopo aver letto il libro di Cohelo, chi voleva solcare quel suolo alla ricerca delle antiche radici cristiane che hanno dato anima all’Europa.

Noi volevamo un’esperienza di Cristo, camminando sui passi dei pellegrini che nei secoli si sono succeduti. Volevamo “staccare” sul serio, trovare lo spazio e il tempo per pregare dialogando con Dio, immersi in una natura spesso tanto “superba” da volerci inghiottire, come lungo la “Meseta”, l’infinito altopiano coltivato a grano, senza alberi né case, senza punti di riferimento, sovrastato da un cielo azzurrissimo e da un sole prepotente, tagliato in due dal “Cammino” bianco e polveroso. Pregare, mentre il sole sta sorgendo, camminando in un ambiente in cui sei davvero un tutt’uno con il Creato, è stata un’esperienza profondissima, anche di umiltà.

 

Astorga -  una cruz lungo il cammino

E poi gli incontri, dove ciò che importa sei tu come persona, nella tua autenticità, senza orpelli, senza maschere. Tutti sulla stessa strada, partiti con ragioni diverse, ma tutti verso l’unico fine… arrivare a Cristo, in povertà, con quella radicalità che impari in tanti giorni di fatica e di sofferenza, durante i quali si è vissuto solo di ciò che è realmente indispensabile… e di quante cose si può fare a meno!!! E con questo tipo di “povertà” ti rendi conto di come è facile comunicare, al di là delle proprie lingue, e di come sarebbe facile la “pace”.

800 Km di respiro dell’anima, di incontri, di cultura e di fede. Un’esperienza talmente ricca che è difficile raccontare in poche righe, ma che è da far conoscere e da proporre soprattutto ai giovani. Molti ad esempio percorrono solo alcune tappe, completando il percorso in alcuni anni.

A proposito, a circa 230 Km da Santiago, a 1500 m. di altitudine è posto un alto palo con in cima una croce di ferro (La Cruz de hierro), ai cui piedi si è formata nel tempo una vera montagna di pietre, portate negli anni dai pellegrini. Tra quelle pietre due arrivano dalla nostra città, le abbiamo portate noi, un sasso della spiaggia di Porto Maurizio e un altro della spiaggia di Oneglia…  un omaggio e una preghiera per Imperia che ha compiuto i suoi 80 anni!… Ma, sorpresa! Già l’anno scorso due pietre imperiesi sono state poste dai due primi pellegrini compostelani cittadini: Anna e Silvio Calcagno, i primi che hanno aperto il “Cammino” alla nostra comunità.

                                                                  Claudia e Domenico    

18 agosto 2003

18 agosto 2003, ore 8:00 - Arrivo davanti alla cattedrale avvolta dalla nebbia. La Piazza dell'Obradorio è deserta