SUL CAMMINO DI SANTIAGO
L'idea di fare il cammino è nata a poco a poco da una serie di coincidenze; man mano che prendeva forma però affioravano anche dubbi e incertezze sempre più concrete; ormai prossimi alla partenza le domande ancora senza risposta erano tante: avevamo un po' di informazioni sul Camino del Nord, ma saremmo stati capaci di trovare la strada? Chissà se il nostro equipaggiamento era adatto? Saremmo stati sempre in salute o qualche acciacco ci avrebbe bloccato: i chilometri erano tanti e non avevamo idea dei ritmi che potevamo reggere né del territorio che dovevamo attraversare... Insomma, partire per questo pellegrinaggio ci ha chiesto prima di tutto di "fidarci", di dare spazio a quella "sana incoscienza" che ci permette di prendere certe decisioni importanti con la fiducia che, anche se non tutto quello che ci aspetta è chiaro, la Provvidenza in qualche modo di accompagnerà.
Preparare lo zaino è stato un po' complicato: abituati come siamo a circondarci di tante cose abbiamo dovuto fare una scelta molto attenta per portare solo l'indispensabile: ma lo zaino sembrava sempre un po' troppo pesante. Dopo un mese con solo lo stretto necessario ci siamo accorti che per essere contenti bastano pochissime cose e che l'essenzialità allena la nostra attenzione a quello che davvero conta.
Durante il cammino ci hanno sempre accompagnato i nostri limiti: a piedi si è molto lenti rispetto a come ci si sposta abitualmente e si fa molto più fatica; il nostro fisico non è sempre in perfetta forma; la pioggia battente o il sole rovente possono rendere un'ora di cammino interminabile. Però così abbiamo riconquistato la giusta dimensione di fragili creature; è cambiato lo sguardo verso gli altri e verso il creato e il tempo ha ripreso una cadenza a misura d'uomo. Alla fine sembrava quasi che anche camminando andassimo troppo veloci: ci sarebbe piaciuto avere ancora più tempo per gustare la compagnia degli altri e contemplare quello che vedevamo intorno a noi. Ma, man mano che si faceva più vicino il richiamo di Santiago, la meta che inizialmente sembrava quasi irraggiungibile, ci sentivamo spronati a procedere spediti.
I gesti quotidiani erano semplici e ripetitivi: camminare, guardare, mangiare, riposarsi, fare il bucato e dormire; ma proprio la loro semplicità liberava il cuore da tante preoccupazioni un po' artificiose che tendono a soffocare la nostra vita quotidiana: c'era più spazio per la contemplazione e per rendere più profondo il nostro sguardo; ogni giorno era nuovo e unico perché la gente, i paesaggi e gli episodi erano sempre diversi e trovavano uno spazio di accoglienza più vasto nel nostro cuore rappacificato. Sentire il corpo in movimento, con il peso dello zaino, l'aria fresca, il sole, l'umidità della pioggia: sono sensazioni che ti fanno sentire vino. Quante volte i ritmi di lavoro troppo intensi ci fanno dimenticare tutto questo! Il fascino di una storia antica che aleggia in tanti luoghi rimanda a quante persone e quante storie diverse si sono intrecciate lungo il cammino e continuano a intrecciarsi ancora oggi; certi incontri sono rimasti impressi in modo indelebile nel cuore anche se hanno occupato un tempo breve.
Infine Santiago, la meta: negli ultimi giorni andavano crescendo la trepidazione e l'attesa per questo luogo di cui avevamo letto e sentito tante cose. Arrivare davanti alla Cattedrale è stata un'emozione forte: ce l'avevamo fatta, avevamo compiuto il nostro cammino per il Giubileo, eravamo arrivati alla tomba di San Giacomo Apostolo percorrendo l'antica via dei pellegrini! Ma dopo poco abbiamo cominciato a chiederci: e adesso? E domani mattina cosa faremo, ora che non dobbiamo più camminare? Ci siamo sentiti un po' smarriti, quasi svuotati; la gioia si mescolava con un velo di tristezza e si stemperava nella contemplazione della Cattedrale che, illuminata dal sole del tramonto, sembrava d'oro. Poi pian piano ecco affiorare un pensiero. E' vero: la meta, l'obiettivo raggiunto sono importanti; ma il vero valore proviene proprio dal cammino, da ogni giorno, da ogni ora impiegata per arrivare, e da tutto quello che in quel periodo abbiamo vissuto. E anche la vita è così.
Daniele e Paola
Cammino del Nord - Agosto 2000 Anno Giubilare