Elisabetta Arzuffi


   

Sono una pellegrina,

         ho percorso il cammino di Santiago nel 2003, dal 23 luglio al 25 agosto.   Mi sono messa in cammino lasciandomi guidare dalla freccia; mi sono abbandonata con fiducia alla strada, all’aria, a quegli infiniti spazi, agli uomini e donne che ho incontrato.  Sentivo spesso la voglia di dire grazie, e queste emozioni e sensazioni, insieme a tanti ricordi, mi sono ritornate alla mente in ordine di sequenza appena ho messo piede sul treno che mi riportava a casa ed ho rivissuto:

 

Il cammino nel ricordo dei sensi

 

Il sorriso del primo pellegrino

Il silenzio dei pellegrini mentre si preparano alla partenza

I primi passi dalla partenza di Roncisvalle

L’umido dell’aria mattutina

Il suono della campanella delle mucche

Il colore rosso dei gerani in file per la strada del paesino di Espinal

Il caldo ed il silenzio nei villaggi di pomeriggio

I primi dolori ai piedi

La voce del pellegrino che ti dice “que tal?”

Il profumo della cena cucinata da Paolo a Cizur Menor

Il fresco dell’unica pioggerellina

La mano che ti offre la mela

Il sorriso di un amico ritrovato

La mano che ti offre il Betadine

La carezza ai piedi per farti coraggio

L’abbraccio degli amici ritrovati al rifugio

La maestosità di chiese e monumenti

Il colore dorato delle colline della Navarra

La forma ondulata delle colline

Gli occhi del cane Joe un po’ stanco

Il profumo della vite

Il rumore dei passi del pellegrino che ti sta raggiungendo

Il silenzio della natura infinita

Il rumore della città

L’acqua fresca delle fuente

Il dolce rumore del rio che scorre

Il canto angelico delle suore di Leòn

Il russare del pellegrino

Il fresco di un Calippo

Il canto del gallo puntuale ogni mattina appena mi metto in cammino

I silenzi per il riposo dell’altro

Il gioco dei voli delle farfalle grigio azzurre davanti ai miei piedi mentre cammino nel pieno pomeriggio

Il volo della rondine al tramonto alla fontana per prendere acqua

Il piacere dei piedi immersi nella fontana

I piccioni che si dissetano alla fuente

Gli occhi preoccupati e pietosi della persona che ti chiede “sta cansada?”

I colori e i rumori della gente in piazza

I suoni della lingua spagnola

Il sapore del queso

Il giallo e la quantità della paella di Mansilla

L’abbraccio carico di commozione di Haika alla Cruz de Fierro

I sorrisi di Alin

L’abbraccio e le premure di Carlo

Gli occhi sorridenti e fiduciosi di Miriam

Il sorriso di Salvatore e il rumore del suo passo quando ti raggiunge e ti supera

La voce meravigliata di Rafaelo e Maria che mi chiamano quando mi vedono arrivare al rifugio verso sera

Il bastone di Irena con il mazzo di fiori (vuol dire che lei è arrivata)

I colori dei tantissimi fiori spontanei al lato del sentiero

Il colore dell’erica

La preghiera con Piero sotto il brillare delle stelle a San Nicolas

Il giallo della freccia

Le impronte dei passi sullo sterrato

Il sapore della pasta aglio, olio e peperoncino di Ermanno

La bella e buona insalata mista dell’hospitalera Maria

I colori dell’alba alla Cruz de Fierro

Le emozioni, il nodo alla gola, le lacrime trattenute

Il fresco e il verde degli altri monti

I numeri dei km che ti dicono quanto cammino hai fatto

Lo spirito di Giacomo nel convento dei Benedettini di Samos

La dolcezza delle more

Il giallo dei girasoli

L’odore dello sterco delle mucche che ti accompagna in tutta la Galizia

La comodità di una pietra per sedersi a mangiare

L’ombra di un alberello per sdraiarsi a riposare

Il suelo un po’ duro per dormire

L’incontrarsi e il rincontrarsi con Cristina e Cristina

Il riconoscimento del battito del bastone di Cristina Savoia

La mano di Joanna che mi spalma la pomata sulla schiena

I tanti brindisi al cammino

L’ombra lunga, l’ombra davanti, l’ombra dietro

Il cielo immenso e azzurro

I soffi di aria fresca alle due o tre del pomeriggio

L’acqua della doccia

L’attesa dell’ultima notte

Il vuoto dell’arrivo a Santiago

La stella sulla tomba del Santo

La memoria che cerca i nomi di tutta la mia gente, i miei amici

Gli occhi che guardano la statua di Santiago

L’immersione nella folla della messa di mezzogiorno e lo sciogliersi della commozione

Le mani che toccano la colonna del Portico della Gloria

Il piacere di un pranzo in comune con alcuni amici raccontandoci le nostre emozioni

Il camminare tra le pietre e i monumenti della città del Santo

L’immersione del mio corpo nell’oceano

Lo sguardo che si perde nell’infinito tra cielo e mare là dove finisce la terra

Lo stupore di ritrovare dopo tanto tempo degli amici

Gli abbracci per i saluti

Il canto e la musica spagnola sotto i portici della Piazza della Cattedrale

La memoria dei volti

 

I colori dei pellegrini

 

bianco e nocciola

Marina

rosso

Paolo

verde o viola

Irena

blu

Carlo

beige e blu

Haika

militare

Salvatore

Cristina

chiara 

Cristina

scura

rosa

Alin

bianco

Ermanno

verde

Miriam

bianco

Joanna

nero

Jesuc

grigio azzurro

Elisabetta

bianco e nero

Rafaelo

rosso

Maria

bordeau

Beatrice

 

e poi ... e poi ...

ogni giorno i pensieri di chi, da casa (parenti e amici), mi hanno accompagnato nel cammino.

 

28 agosto 2003

Elisabetta Arzuffi