El senderismo de Santiago desde Madrid hasta Sahagun 2006 (Trekking del pellegrino da spennare)

321 di carta di credito verso Sahagun

di Maurizio e Valentina


Premessa

Per quanto curioso possa apparire mi ritrovo a progettare un nuovo cammino verso Santiago, come al solito non ne capisco la motivazione profonda che mi spinge a farlo, ma in qualche modo sono "chiamato nuovamente" e la cosa più strana è quella che questo cammino comincia proprio da dove l'avevo finito.

Allora vi chiederete se lo comincio da Santiago de Compostela o dalla mitica Finisterre, niente di ciò, esso comincia da Plaza de Castilla precisamente da Madrid.

Infatti è da lì che parte il cammino madrileno dov'è dipinta la prima freccia gialla della "partenza" va a congiungersi al cammino francese a Sahagun per collegarci col cammino Frances e tempo permettendo proseguendo hasta l'Apostolo Yago.

Questa via Jacopea che percorre 322 Km approssimativamente prima di raggiungere Sahagun e in questa località si apparenta con il Cammino Francese, è un un'interessante percorso sotto il profilo storico e naturalistico

Si inizia nella stessa capitale Madrid e come non potrebbe essere altrimenti, detto inizio si situa idealmente nella stessa Chiesa di Santiago.

Il poco conosciuto a noi italiani Cammino di Madrid non solo è interessante per i suoi paesi, monumentalità, gastronomia e cultura, ma per il fatto di incrociare la elevata sierra di Navacerrada, con tutta l'attrazione che orografia e paesaggisticamente egli rappresenta.

A Madrid come si diceva nell'antichità per i madrileni che il punto di partenza del pellegrino è " desde la puerta de su casa" dalla porta di casa sua.

In senso figurato anche per me il Cammino comincerà dalla porta di casa ergo da Paseo de Las Delicia vicino alla stazione di Atocha dove abita, lavora e studia mia figlia Cristina.

Venezia 15.05.06 Ore 10.00 Prendiamo il motoscafo Alilaguna che ci porta al Marco Polo dove ci attende l'aereo che "nos llevarà a Madrid" punto 0 del Cammino Madrid - Santiago.

Noto che, nonostante possiamo considerarci dei "veterani del cammino", l'emozione mista ad un po' di preoccupazione non mancano mai.

Credo che l'emozione di una partenza, a basso dosaggio, possa essere il motivo cardine che ti attrae verso un viaggio, credo che chi si appresta a rifarlo o a provarlo per la prima volta vive intensamente questo stato emotivo perché non è semplicemente una semplice vacanza ma un'opportunità di approfondimento di te interiore.

 

Arriviamo a Madrid il giorno di Sant’Isidro santo protettore della capitale spagnola, festa molto sentita dai Madrileni che usano vestirsi con vestiti Goyeschi (Goya) e Chulapas e Chulapos con vestiti sgargianti, ritrovandosi festosamente agli appuntamenti festivi organizzati per la festa aldilà del Manzanarre.

Ci siamo rechiamo nella chiesa dedicata a Santiago che si trova nell'omonima via "Calle de Santiago.

La chiesa al suo interno dietro l'altare ha un quadro che raffigura uno splendido Santiago matamoros, invece alla destra è situata una statua di Santiago Pellegrino che rappresenta senz'altro meglio il senso della nostra visita.

A richiesta chiediamo al "Cura" che ci venga messo il timbro: "Perdona, puedes ponernos el sello en la credencial? Oppure, puede sellarnos la credencial?

Infatti sulla credencial ci viene posto il fatidico timbro, devo dire con un accoglienza un po’ “freddina” e senza registrare i nostri nomi, non mi sembra gli interessasse da dove veniamo perché lo facciamo, salutiamo ringraziando e via.

Dopo attenta valutazione decidiamo di iniziare il Cammino a Fuencarral evitandoci l'uscita da una Città caotica come lo sono le grandi capitali ed immancabilmente è Madrid.

16 maggio 06 ore 9

Metro L1 Atocha ci porta direttamente in P.zza de Castilla

PS ogni volta che passo per Atocha scorrono nella mia mente quelle drammatiche immagini cruente ed assurde trasmesse dai Tg 11 marzo 2004 relative alla strage terroristica che ha colpito il cuore e la coscienza della vecchia Europa un ricordo delle vittime è un obbligo morale.

Restando sempre all'interno del metro prendiamo la L10 per Fuencarral tot.tempo 45 m.

 

Madrid (Fuencarral) -Tres Cantos - Colmenar Viejo km 24

Sembra incredibile ma in mezz'ora siamo in aperta campagna che però dura poco perché ci addentra in un querceto che costeggia la ferrovia sulla destra la stradina stretta con fondo sabbioso è un continuo saliscendi, trovandosi ora 5 metri sopra i binari, ora sotto.

Ci fermiamo a Tre Cantos per mangiare e soprattutto per bere eravamo disidratati pensavamo di trovare qualche bar invece nulla.

A proposito non fermatevi a mangiare da "Manuelo" vi siringano oppure chiedere il menù del dia (ci trattano Ghiri = stranieri) e noi stanchi ed obnubilati dalla sete siamo caduti nella trappola (Rioja Tempranillo 12 euro) fatevi servire vino sfuso

Per ora del Cammino di Santiago non sento l'odore "esperamos adelantando"

Dopo Tres Cantos il panorama migliora decisamente e dietro alle nostre spalle Madrid sembra un fortezza da film di fantascienza.

Aspetto dovuto alle due Torri di Kio che si vedono distintamente.

Essendo il primo impegno del Cammino arriviamo a Colmenar distrutti.

 

Colmenar Viejo

Il nome di questa città si vincola con il luogo che occupavano le case di Diego González Primo, dove c'era un Colmenar (luogo adibito ad apicoltura) e vicino di questo viveva un anziano soprannominato "il vecchio" (el viejo).

Vicino a questo luogo passava il cammino di Alcalá de Henares per Segovia, che incrociava il Manzanares per i ponti Grajal y Nuevo.

Le ultime ricerche archeologiche realizzate nelle terre di Colmenar Viejo e nel suo distretto hanno portato alla luce tutta una serie di resti che permettono di affermare con quasi assoluta certezza l'esistenza di insediamenti umani più o meno stabili e duraturi, anteriori alla "reconquista" e ripopolamenti cristiani.

Si dice che nella Parrocchia de Santa Teresa de Jesus di consuetudine accoglie i pellegrini: mi spiace smentire tale affermazione ma non è assolutamente vero e ancor peggio manca la cultura dell'accoglienza e dell'ospitalità però nell'entrata posteriore si può "sellar" chiediamo all'oficina de turismo e ci dicono che c'è un solo hostal (leggi Hotel) El Chiscón una matrimoniale ci costa 55 euro colazione inclusa se andiamo avanti così questa volta che abbiamo i giorni a sufficienza non ci basteranno i soldi.

A proposito è utile sapere che intendiamo:

Hostal = Pensione
Albergue

= Ostello

Albergue de Peregrino: Municipal/Consello (Galizia) = gestito dal Comune del luogo o dalla parrocchia locale
(due tipi) Privado o particular = privato

 

Colmenar Viejo - Manzanares el Real km 18

E' una bella e gradevole passeggiata in paesaggio rurale ricco di varietà floreali si può trovare: Il cisco, la digitale, la lavanda selvatica ed altre piante non conosco.

Da Colmenar siamo partiti presto intorno alle 7.30 e siamo arrivati a destinazione a mezzogiorno.

Manzanares el Real

I territori del Real de Manzanarre furono oggetto di aspre dispute dai Consigli Comunali segoviani e madrileni durante il secolo XIII a causa dell'interesse di questi terreni per lo sfruttamento dei boschi e per il pascolo del corso alto del Manzanarre

Molto bella la Chiesa di Santamaria della Neve

Ovviamente cerchiamo in chiesa, è all'inizio del paese poco prima del Castello, la troviamo chiusa, andiamo all'oficina de turismo apre solo il sabato e alla domenica, andiamo allora al Municipio e ci dicono che ci sono solo Hotel e non sa il prezzo.

La chiesa è, guardacaso, chiusa qui neanche la consolazione del sello o di una parola di conforto e incoraggiamento.

Camminare altri 7 km per andare a Mataelalpino non c'è la sentiamo di farli anche perché non c'è nulla nemmeno Hotel.

 

Manzanares el Real -Segovia

Scoraggiati da questa poca accoglienza e scarsa possibilità di sistemazione per i pellegrini prendiamo un Taxi (che ci porta a Segovia)te la devi fare tutta senza trovare anima viva.

Arrivati nella piazza di Segovia dove appare maestoso il famoso Acquedotto Romano ospitalità ai padri Carmelitani scalzi ma ci dicono che ospitano un gruppo e quindi non possono anzi uno di loro ci consiglia di proseguire e chiedere ai Padri di S. Jeronimo "sapendo che l'ospitalità è data solo agli apparteneti al sesso maschile " e lui lo sapeva o ci credeva ignoranti" comunque ci avrebbe fatto andare li dopo tanti chilometri sapendo che ci avrebbero detto di no…. complimenti per l’umanità dimostrata.

Valentina si reca a visitare la tomba di S.Juan de la Cruz che nel monastero è sepolto e chiede di timbrare la sua credencial, uno gli dice di aspettare, ma nessuno si è degnato di venir giù ed amareggiati siamo ritornati sui nostri passi.

Questo cammino verrà a costarci più del previsto.

Ore 17 Tentiamo di prendere un Autobus per Valladolid è partito proprio alle 17 vabbe' prenderemo quello delle 19.30

Ci arrendiamo all'evidenza un cammino che non esiste un'accoglienza ovviamente rapportata a ciò che è, o non è questo percorso.

Io lo chiamerei Trekking de Madrid così come io mi sento più un "caminante" che un pellegrino.

Siamo pervasi dallo scoraggiamento: magari la notte ci porterà consiglio.

Interrompiamo questo strazio ed andiamo a collegarci al Cammino Francese a Sahagun.

Penso che anche il mio diario finirà qui dato che anche la tarjeta financiera potrebbe finire prima del previsto.

 

Valladolid

Merita senz’altro visitare il centro storico dove si possono apprezzare la bella Capilla del Colegio de S.Gregorio, la Cattedrale la Iglesia de Santiago e la Iglesia de S.Pablo

 

18 maggio 06 Sahagun: finalmente odore de Camino de Santiago

Un luogo di pace che pervade lo spirito del pellegrino finalmente si respira un po' di Cammino de Castilla y Leon.

A Sahagun hay "c'è veramente" l' Albergue municipal de peregrinos

In un Bar della locale Plaza Mayor il titolare tra molte cose ci spiega la derivazione del nome Sahagun (S.Fagundo->S.Fagun -> Sahagun)

Visitiamo la chiesa di S.Lorenzo dove facciamo amicizia con Julio che rigorosamente in spagnolo l'origine e l'età di varie opere usate en el paso durante la semana santa, ci mostra un quadro copia "autentica" , di un Tiziano, l'unica differenza è sul numero delle facce.

A El Prado il quadro ne ha una in meno cioè 5 invece che 6

Sahagun nasce e cresce col calore del monastero Benedettino di S.Benito consacrato ai santi Facundo e Primitivo, martiri dell'epoca romana, secondo la tradizione.

Fu distrutto e ricostruido in varie occasioni però fu Alfonso III el Magno che diede il primo grande impulso ospitando i monaci che vi riparavano provenienti da Cordova fuggendod balle invasionib arabe.

Raggiunge il suo massimo splendore sotto il regno di Alfonso VI

Durante questo periodo si stabilirono in città saggi, ricchi, artigiani, borghesi ed artisti provenienti dalla Spagna musulmana, e da qui che si svilupperà molto l'arte mudéjar.

Si mescolarono culture e lingue convivendo mori, judei, franchi e castiliani.

Venerdì 19 maggio 2006

Sahagún - El Burgo Ranero- Reliegos 31 km

Il clima di questa primavera "muy" caliente ci abbandona per lasciare il posto ad una fresca giornata che ci permette di fare senza molta difficoltà i molti kilometri da Sahagun a Rielegos.

Purtroppo oggi è stata una giornata molto triste, eppure nella sua drammaticità un motivo in più per andare avanti verso Santiago (ultreya mi dico).

Penso e ripenso a ciò che ci hanno comunicato dall’Italia cioè la morte in un incidente di un nostro carissimo amico.

Non riesco a dare un senso all’accaduto, perché proprio a lui, decido di dedicargli il mio cammino è l’unico modo per vincere la mia impotenza.

Penso e ripenso ai momenti passati in allegria durante le nostre cene e all’ultima volta che ci siamo visti prima di partire per il Cammino il giorno del mio compleanno in cui avevamo riprogrammato l’ennesima cena ed invece era stata l’ultima occasione per bere “un’ombra” assieme.

Non potendo essere presente al suo funerale invio queste poche righe che mi nascono dal cuore le invio in modo che possano essere poste nel libro che in genere viene posto in chiesa per raccogliere i nomi che presenziano alla cerimonia.

A te Stefano uomo e medico dei nostri tempi voglio dedicare il mio cammino.

A te cresciuto forte e robusto come una quercia cresce in mezzo agli altri arbusti delle insicurezze umane che delle tue cure ha saputo arricchirsi interiormente.

A te che dalla gente semplice hai tratto sapientemente il nutrimento per crescere e sviluppare quelle doti non comuni di umana semplicità.

A te Stefano che a questi fragili arbusti hai saputo dare coraggio e conforto nei momenti tempestosi della vita e proprio ad essi hai saputo donare i migliori frutti della tua esistenza vissuta non invano.

Questa seppur breve amicizia che hai voluto donarmi saprà riempire il mio cuore e la mia esistenza di gioia per sempre.

Ciò che hai saputo dare a me e a mia madre Marcellina resterà e sarà per sempre un ricordo meraviglioso.

A te Grande Quercia ed a perenne memoria che voglio dedicare questo mio avvicinarmi all'Apostolo Yago affinchè ti accolga nella maestosità della foresta eterna.

"Vivrai per sempre perchè le menti degli arbusti scossi dalle tempeste ricordandoti rimpiangeranno il tuo sorriso

Ciao Maurizio

Arriviamo a Reliegos all'Albergue del Pellegrino che qui si chiama del Gaiferos.

Non manchiamo di fare quattro battute in Español con i pellegrini.

Devo dire come temevo che il cammino inteso come pellegrinaggio è in pericolo è al bordo di una fragilità dalla quale può risultare difficile il ritorno alle motivazioni primitive.

Anche gli Albergue più sperduti hanno una postazione internet.

C'è gente che lo corre il cammino: ho visto un 70 enne fare una tappa di corsa, c'è chi invece ritiene che per fare il cammino ci voglia tempo e appetito.

C'è chi non sa nemmeno dirti il paese o i paesi che ha passato figuriamoci se sanno dirti della bellezza del Romanico o dei portici in perfetto stile mozarabe.

Incontri gente che Cammina e spesse volte molto; insomma più che pellegrini "Caminantes".

Il luogo comunque affascina per la sua rudezza.

Qui se non ci fossero i Caminantes e Pellegrini sarebbe una vita da campesinos verdaderos

 

20 maggio 2006

Reliegos - Mansilla de las Mulas - León 25

A M.de las Mulas incontriamo Antonietta Assistente Sanitaria Sert di Vicenza in pensione da gennaio, occupazione attuale insegnante di yoga.

Con una passione fuori dalla normalità ha accudito i piedi di Valentina con un’ amore durato tutto il cammino fino a Santiago , guai se non ci fosse stata lei.

Percorriamo assieme la tappa che per Valentina è stata molto dura a causa delle vesciche.

Entriamo finalmente in Leon e raggiungiamo l'Albergue delle Suore di Clausura.

Stiamo per recarci alla cerimonia per il pellegrino quando incontriamo un “fotografo giornalista che ci propone di posare per il giornale “camino digital.es “ è un giornalino che viene fatto girando per gli Albergues de peregrinos ed ovviamente è reperibile nella rete di internet, dopo uno scambio di battute divertenti tra me e lui accettiamo volentieri.

Al ritorno con sorpresa ci troviamo pubblicati sul giornalino nella foto qui sopra.

 

21/05 León - Villar de Mazarife

All'uscita da Leon si vedono gli effetti del "botellon" gruppi di ragazzi "sfatti" che pisciano per le strade incuranti della gente e in taluni casi (di subnormalità) sputano contro i pellegrini, anche questo è Leon.

22/05 Villar de Mazarife- Astorga 31

Astorga: Ho conosciuto una giapponesina che fa il camino senza mai parlare probabilmente per un voto in altro caso una giapponese che invece non sapeva parlare che il Giapponese parlava ma nessuno la capiva.. è proprio multivariegato questo Cammino di Santiago.

Indubbiamente splendida la Cattedrale in stile barocco in perfetta armonia con i ricchi portali rappresentanti molteplici personaggi scolpiti sulla pietra marrone chiaro, in netto contrasto invece appare lo stile del palazzo episcopale di Gaudì, pure bello sul piano architettonico, ma spiccatamente futuristico "figuriamoci all'epoca della costruzione"

 

23/5 Astorga - Rabanal del Camino 20,7

Reincontriamo Antonietta

Refugio Gaucelmo - Splendida giornata di sole ottimo il cammino tra paesaggi incantevoli e scambi di appassionanti opinioni a 360 gradi per cui il cammino diventa piacevole.

Note: alle ore 11.00 in coincidenza con l'avvio della cerimonia funebre per Stefano mi isolo per parteciparvi in raccolto silenzio.

Ci fermiamo a El Ganso per mangiare un po' di minestra calda.

Mentre mi sto spogliando mi accorgo di non avere più gli occhiali da vista che pensavo di aver dimenticato per strada.

Sono ritornato di corsa a S.Catalina d.S. ripercorrendo la strada a ritroso "nada" per fortuna ho quelli di ricambio.

Arriviamo a Rabanal – ci sistemiamo all’Albergue gestito dagli Inglesi dietro la Chiesetta il cui interno ha un sapore antico e spoglio che ne fa la bellezza stessa la sera assisto alla benedizione del pellegrino e prima di ripartire alla Compieta del mattino seguente.

24/5 Rabanal del Camino - Riego de Ombros

Splendido incontro col Templare Tomas a Manjarin il quale, con sorpresa di tutti i presenti, mi autorizza a filmare l’intera benedizione che per consuetudine esegue tutti i giorni alle ore 12.00.

Io ero rimasto un po' indietro ed immancabilmente vengo accolto dalla campana di Tomas ed io mi metto a gridare salutandolo da lontano

Arrivato mi offre del vino del Bierzo e, sorpresa, del Grana da tavola mandatogli da un pellegrino dall'Italia per posta.

Assistiamo alla benedizione dei templari.

E' strano che lui abbia autorizzato e soprattutto ha scelto me per filmare l'intera ripresa della cerimonia ed i "seguaci" si guardavano stupefatti per l’assunzione di tale decisione da parte sua.

Acquistiamo per ricordo una riproduzione della moneta dei Templari che all'epoca si coniava rotonda ed era d'oro.

La riproduzione in realtà ha una forma irregolare perchè gli Ebrei fortemente presenti all'epoca in Spagna nel limavano i contorni per recuperare un po' d'oro.

25/5 Riego de Ombros - Ponferrada - Cacabelos

Giornata molto calda, faticosissima non finiva mai.

A Cacabelos andiamo a fare le compere per le consuete ed immancabili provviste per la cena e per il giorno dopo e in una birreria conosciamo Adolfo al un signore di 82 anni che ci porta a casa sua (ex hostal) e ci fa visitare persino la cantina dove apre uno splendido vino del Bierzo di 13°

Una persona molto anziana che economicamente sta bene ma che manifesta nel suo intimo e nella sua ritualità di mostrare le cose all'interno del suo mondo una profonda solitudine.

Eppure nonostante sia portatore di colostomia e di altri acciacchi vari costretto ad essere autosufficiente... Per sua fortuna !

26/5 Cacabelos - Villafranca del Bierzo - Barbadelo

Il caldo e l'irraggiamento solare in queste giornate di fine maggio cominciano a farsi insopportabili e quindi rendono impossibile il camminare dopo l'una.

Per contro le prime ore della lunga giornata sono quelle che rendono il cammino meno faticoso.

Antonietta non riesce a dormire negli albergues de peregrinos e tende a fermarsi negli hostal nel caso della tappa di oggi in quello di Barbadelo dove ci fermiamo anche noi.

E' da Valladolid che non ci fermiamo a dormire in un hostal per poter fare un buon bisogno.

Domani partiamo presto per salire in O Cebreiro.

Note:

Il ciclista nel “cammino”

E’ indubbiamente nell’immaginario dei pellegrini una delle immagini simboliche del cammino di Santiago.

Molte sono le guide che in questo senso affermano il sacrosanto diritto del ciclista ad essere un vero pellegrino ed avere come gli altri , "caminantes" o a cavallo ad avere la compostela.

Credo però che indipendentemente dal mezzo usato per raggiungere Santiago e la certificazione dell'avvenuto sacrificio si debba estrarre da una visione routinaria la semplicistica azione del fare il cammino da quella più complicata del divenire nel cammino.

Infatti estrapolando questo concetto che implicitamente porta con se "un probabile mutamento di se" e l'adattamento dell'io ad una nuova seppur temporanea dimensione, bene in tal modo e solo così possiamo maturare il senso e la consapevolezza di cosa sia nella sua essenza fondamentale il cammino, ovvero, che cosa tappa dopo tappa, stiamo diventando.

Correndo velocemente si possono percorrere lunghe distanze;più efficiente è il mezzo più lontano possiamo andare ma non è scontato che più velocemente possiamo divenire.

Anzi volando molto alto e velocemente possono sfuggire quelli aspetti culturali propri di luoghi e persone che andrebbero invece visti con la dovuta lentezza del che camminante che invece riesce a cogliere ed approfondire talvolta "costretto" dalla stanchezza.

Quindi stanchezza che diventa opportunità di conoscenza di interscambio interumano che avviene durante la tappa o dopo all'arrivo mangiando un panino prima di coricarsi.

Devo evidenziare però che il ciclista in genere a meno tempo del collega pellegrino, perciò corre il più possibile per raggiungere la sognata meta "cronocompostela" ed il cammino cronometrato si sa non può tener in considerazione altro se non l'arrivo nel più breve tempo possibile.

Con questo atteggiamento in parte legittimo, ma senz'altro discutibile i pellegrini in cammino diventano una sorta d i" oggetti che hanno invaso la pista creando impedimento e disturbo".

E' divertente osservare le imprecazioni sottovoce del pellegrino quando passano le squadre di ciclisti che con tono sonante concedono la grazia del saluto.

Esso può anche essere fatto in coro oppure il primo che passa saluta per gli altri... quelli dietro sono troppo impegnati per salutare.

Al Buen Camino augurato dal ciclista al pellegrino non resta che rispondere.

Spostandosi immediatamente dalla traiettoria del ciclista potrebbe rispondere "igualmente" o Buen Camino oppure Ultreya!

In ogni caso saluterà per educazione ma sono certo che egli sta pensando a una cosa: come si può chiamarlo cammino chi invece lo percorre in bici ?

 

27/5 Barbadelo - O Cebreiro

Micidiale la salita a La Faba e meno difficile ma lunga ed assolata la salita a O Cebreiro.

A pranzo ho modo di sentire le conversazioni in Gallego.

Paesino con una indubbia propensione al business senz'altro non di meno delle nostre città d'arte.

Tutto qui appare virtualmente Celtico dalla musica dei bar alle cose che si possono comprare nei due negozi principali.

Più che un paese sembra un supermercato all'aperto, l'unica differenza sta nel fatto che c'è una bella e suggestiva chiesetta.

Paese e Paiozas danno l'impressione del "rifatto" ad hoc.

Ritroviamo le simpatiche pellegrine di Santander.

Dormiamo all'hostal Carolo dove c'eravamo sistemati nel 2004

Messa delle 19.00 Preghiera dedicata a Patrizia

 

O Cebreiro (1300 m)

In provincia di Lugo, un chilometro prima un piccolo monumento annuncia l'ingresso in Galizia, mancano 152 km per arrivare a Santiago de Compostela.

Sulla cima di O Cebreiro si trova l'omonimo villaggio di antica origine (anche se palesemente ricostruito).

Santa Maria la Real do Cebreiro espone all'interno gli oggetti liturgici e i resti sacri di un celebre miracolo eucaristico (XIV secolo) in cui l'ostia si trasformò in carne ed il vino in sangue.

La simbologia di questo miracolo, vincolato alla leggenda del Santo Graal, venne incorporata nello scudo di Galizia.

Pallozas piccole abitazioni di origine preromanica con struttura circolare molto caratteristiche del Nord-Ovest della Spagna.

 

28/5 O Cebreiro - Triacastela

Arriviamo a Triacastela all'incirca alle 12 col proposito di proseguire per Samos, invece poco dopo decidiamo di fermarci qui.

Ci fermiamo però alla chiesa dedicata a Santiago nella quale facciamo conoscenza del Prete "strano di questi tempi per un prete fumare come un turco.....

E' un prete senz'altro controcorrente,è uno di quelli che semplificano le cose incomprensibili altrimenti inconcepibili per questa gente.

discutiamo del dolore e della morte e della incredibile uguaglianza degli uomini di fronte a queste cose.

Valentina spiega la morte di mia mamma, la gestione della malattia e della volontà di morire senza sapere che ha sempre espresso mia mamma.

Sul nostro atteggiamento assunto di fronte a questo evento lui si dichiara d'accordo dandoci formalmente l'assoluzione formale.

Decidiamo di fermarci ed andiamo al mercato che si fa in piazza dove "finalmente" possiamo gustare i una delle pulperie un buonissimo "pulpo gallego" vino e formaggio a volontà.

Partecipo alla Messa "di Babele" una celebrazione multilingue sapientemente organizzata dal Cura che distribuendo i copioni in 24 lingue ai presenti .

La benedizione del pellegrino è stata fatta in Spagnolo, Francese, Tedesco, Olandese, Ungherese e in Italiano.

La ragazza Ungherese era emozionata non si aspettava proprio che Santiago parlasse anche la sua lingua.

 

Triacastela (665 m.)

Punto finale delle ultime tappe del Cammino Francese stabilite da Aymeric Picaud (XII sec.).

Pare che il nome derivi da "tre castros" (costruzione preromana di carattere difensivo).

Bella l'abside romanica (XII sec.) della chiesa di Santiago).

La navata, la facciata e il campanile sono del XVII secolo.

Triacastela ebbe un ospedale e persino un carcere per pellegrini, di cui si conservano le vestigia.

Durante il periodo della costruzione della cattedrale di Santiago alcuni pellegrini raccoglievano piccole pietre calcari in una cava di Triacastela, ancora in funzione, visibile dal Cammino e la portavano ai forni di Castañeda ( Arzúa)

All'uscita da Triacastela il Cammino si biforca, noi prendiamo quello che porta direttamente a Sarria.

L'altro ramo passa per il Monastero di Samos.

 

29/5 Triacastela - Sarria

La città più impersonale e brutta della Galizia e probabilmente della Spagna appare dopo una ventina di kilometri di un percorso naturalistico molto bello.

Paesini surreali, questo è quello che lo sono questi piccoli agglomerati di case che, quando sono in piedi, sono abitate da gente contadina.

Chiesette bellissimamente povere, sporche scure, piccole e per questo grandi cattedrali di fede e Cristianità vera, vissuta da questa gente abituata a guadagnarsi "il pane" con sudore.

Attraversiamo la tappa alternativa a quella di Samos (fatta nel 2004) accompagnati dalla nebbia che ha reso fresco e umido il tragitto.

Alle 14.00 recuperiamo Antonietta che per l'ennesima volta si era persa.

 

30/5 Sarria - Portomarin

Arrivo a Portomarin un po' indecisi decidiamo di fermarci in questa città.

Caratteristiche: il Lago artificiale, la scalinata fatta con resti del del vecchio paese, la chiesa di S.Giovanni riposizionata tale e quale, così come la chiesetta di S.Pedro.

Carino il monumento del pellegrino che col braccio destro abdotto indica ai pellegrini l'uscita dalla cittadina per il proseguo del cammino verso Palas de Rey.

 

31/5 Portomarin - Palas de Rey

Villar de Donas ( P.de Rey)

Facciamo una deviazione dal cammino di cirrca 2,5 Km

La chiesa di Vilar de Donas antico priorato dell'Ordine di Santiago.

Il tratto Ligonde - P. De Rey venne protetto, dal 1184 e lungo i secoli , dai cavalieri di quest'ordine da non confondere con i Teplari.

Tuttavia il vecchi monastero di Villar non si trova a ridosso del Cammino per avere in questo modo uno spazio adatto al raccoglimento e alla preghiera.

La chiesa di Villar de Donas è uno degli esempi più noti del romanico gallego vincolato al Cammino.

Ha una pianta a forma di croce latina con tre absidi fatte a volta.

Al suo interno si trovano diversi sepolcri dei cavalieri dell'ordine di Santiago.

Tra i molti affreschi gotici si può ammirare un Cristo addolorato tra i re Giovanni II, Maria d'Aragona e il loro figlio Enrico.

Il livello centrale è occupato da un'annunciazione accanto alla finestra che illumina l'altare.

La parte superiore corrisponde alla volta dell'abside, con simbolismo che fa riferimento al Giudizio Universale.

Questi dipinti furono realizzati in occasione dell'Anno Santo Compostellano del 1434.

 

1/6 Palas de Rey - Melide - Castañeda

Furelos è la porta di entrata in Melide

Sempre affascinante la rappresentazione del Cristo che mette un contatto cielo e terra porgendo la mano destra al pellegrino che passa per la piccola chiesa di Furelos ad un Kilometro da Melide.

Melide (450 m), località considerata i centro geografico della Galizia.

Essa riceve i pellegrini oltre che provenienti dal cammino Francese anche quelli che arrivano da Cammino Primitivo.

Ottimo il "pulpo alla gallega" mangiato a Melide.

La rotta prosegue all'interno di un paesino con una forte identità jacopea nel quale a fianco della chiesa romanica di San Pietro si innalza uno dei più antichi "cruceiros" della Galizia, opera gotica del secolo XIV che testimonia la lunga sopravvivenza dello stile di Mastro Matteo nell'area di influenza del Cammino Francese.

Bella le Chiese di Sancti Spiritus (Fondazione Francescana 1375) e il tempio romanico di Santa Maria de Melide (affreschi del XVI secolo).

L'assistenza ospedaliera era un altro capitolo importante nella vita medioevale di Melide.

Dalla dotazione dell'ospedale, costruito nel 1375, si sa che vi erano 24 posti letto ognuno dei quali poteva venire occupato da due persone.

Nel Medioevo era abituale che i letti fossero condivisi da più di una persona.

Melide aveva anche un lazzaretto che era a carico dei monaci-cavalieri dell'Ordine di Santiago.

Dopo Melide troviamo Boente con la sua chiesa di San Giacomo e Castañeda.

Castañeda luogo di ubicazione dei forni di calce, che venne utilizzata nella costruzione della cattedrale di Santiago.

Le piccole pietre che i pellegrini medioevali portavano, provenienti dalle cave di calcare di Tracastela, sono più che un simbolo della loro partecipazione nell'impresa costruttiva.

 

Casa de turismo rural "Milia"

membrillo = dolce fatto con le melecotogne

Mangiato come iene

 

2/6 Castañeda - Arzua- Arca Pedroso

Andiamo avanti, attraversiamo il fiume Iso passando un piccolo ponte medievale al di là del quale troviamo uno dei più suggestivi Albergue proprio in riva al fiume siamo a Ribadisio.

Arzúa

Nella città di di Arzúa (388 m) il Cannino Francese riceve i oellegrini provenienti dal Cammino del Nord.

 

3/6 Arca Pedroso - M.te de Gozo (380 m) - Santiago

 

SANTIAGO DE COMPOSTELA

Lo Zaino che tirava indietro sin dalle 6 del mattino, stranamente pesante e squilibrato da non sentirlo il mio zaino, quello di sempre.

Dolore e fatica nel camminare a causa della tendinite sul pretibiale.

Eppure una metà del cuore ti porta avanti verso la meta, l'obiettivo, il bersaglio, l'altra metà del cuore, come lo zaino "tira indietro" perché sa che in pochissimi minuti finisce l'ansia, la tensione dell'arrivare alla meta prestabilita.

Si entra nello splendore gotico e nell'intenso calore che emanano le pietre antiche della Cattedrale Jacopea.

I rituali nel portico della gloria (le dita della mano poste sull'interno dei solchi tanto evidenti da aver deformato la base l'albero di Jefe, le tre dolci zuccate a Mastro Matteo per carpirne la maestria, l'abbraccio a Santiago, la visita alla tomba, la messa del pellegrino.

Gli zaini deposti ordinatamente alla base delle colonne, i saluti tra i pellegrini che si reincontrano.

Le foto e i flash dei presenti nella cattedrale, la molteplicità delle lingue, i sandali sui piedi spesso incerottati, la stanchezza sui visi, le abbronzature particolari.

Sguardi immersi nel'intenso l misticismo interiore del pellegrino assorto nella preghiera.

Talvolta lo sguardo si distrae e si stacca dalla mente per seguire le funamboliche evoluzioni del botafumeiro che anticamente oltre alla funzione della benedizione aveva quella principale di mitigare l'odore dei pellegrini che qui dormivano in attesa della messa.

Fuori dalla chiede pellegrini stesi a contemplare la facciata della cattedrale.

Netto contrasto comportamentale tra "visitantes" rumorosi richiamati più volte al silenzio ed i pellegrini che null'altro pretendono di riposare seduti assitendo la messa.

Occhi di qualsiasi età, razza, lingua rivolti al cielo a ringraziare.

Il ritiro della Compostela all'Oficina del pellegrino.

Questo è l'arrivo a Santiago de Compostela in Galizia.

Curiosità: nell'antico quartiere vi è la strada di Os Conchereiros in cui si ubicavano i banchi che vendevano conchiglie de Santiago (conchiglie pettine) ai pellegrini appena arrivati.

A causa di questa tradizione, i pellegrini vennero pure chiamati popolarmente "concheiros".

Acconciare, Acconciatura.... mi sembra curioso ma la parola potrebbe derivare dalla conchiglia pettine?

 

Finisterre

Spiaggia di Langosteira

 

 

Muxia

Finalmente conosciamo Muxia veritiera terra della Costa della morte, si sente anche in questa caratteristica località il forte profumo del Camino de Santiago ed altrettanto forte percepisco il sentimento che esprime il monumento “La Herida” monolite eretto a testimonianza del disastro causato dall’affondamento della petroliera “Prestige” … mai più !!! nunca mas o nunca mais per dirla in Gallego.

Speriamo non avvenga mai più e in nessun’altra parte del mondo un delitto simile un inquinamento tanto disastroso del mare e della costa come quello al quale abbiamo assistito da lontano della nostra Italia , ma vedere ancora i segni sulla splendida scogliera di granito ricca di insediamenti Celti che dolcemente scendono a mare è ancora più drammatico.

Ci fermiamo a la oficina de turismo per mettere l’ultimo sello e con nostra piacevole sorpresa ci viene regalata la credencial del cammino Santiago – Muxia per l’appunto.

Contentissimi e con l’intento di ritornarci questa volta a piedi lasciamo con molta nostalgia questa ultima terra nel cuore della Costa della Morte con un sentimento profondo di amore per la vita.

 

 

Maurizio e Valentina