Un cammino nell'architettura Gallega

(dal Romanico minore al Gotico Marinero)

di Maurizio Memo


 

Chissà con quanta intensità emotiva si sarà impressa nel cuore e negl’occhi dei pellegrini la visione del nascente Romanico nel Norte de España.

Sono ormai più di mille anni che i pellegrini percorrono i vari cammini verso Santiago  attraversando la Galizia, perduti nell’osservazione e osservando col naso all’insù la bellezza impressionante dell’Arte Romanica si fanno rapire gli occhi e l’anima.

Chissà quali significati davano i pellegrini alle figure scolpite nei capitelli delle chiese, agli splendidi portali che si ergevano maestosi davanti a loro o alle piccolissime chiesette sparse qui e là che disarmano con la loro impressionante semplicità o ancora nei chiostri dei monasteri i cui monaci davano cure ed ospitalità.

E’ accaduto anche a me di perdermi  nella maestosità dell’architettura di quest’epoca così ricca di bellezza ma ancor più mi ha rapito il cuore quel Romanico “povero” , quello che ormai diventato componente minoritaria nell’architettura delle chiesette che si sono trasformate in gotico, subendo altresì l’influenza della gente di mare.

Perciò ho voluto dedicare il mio pellegrinaggio all’Apostolo Giacomo di quest’anno alla ricerca del Romanico minore nella splendida Galizia.

Il mio non è un trattato di architettura, figuriamoci io faccio l’infermiere lascio il posto a ben altri professionisti , in particolare a José Maria Pérez “Peridis”  tale compito , ma intende essere un semplice diario che descriva e proponga , almeno dal mio punto di vista, un’altra ottica con l’intento di arricchire la letteratura pellegrina e fatta dai semplici pellegrini, come lo voglio essere io.    

Classificazione

(Definizione e datazione del romanico in Europa)

Il romanico è quella fase dell'arte medievale europea dei secoli XI-XII, più precisamente sviluppatasi a partire dalla fine del X secolo fino all'affermazione dell'arte gotica, cioè fino verso alla metà del XII secolo in Francia e al primo decennio successivo negli altri paesi europei (Italia, Inghilterra, Germania, Spagna). Il termine romanico fu impiegato per la prima volta dal De Gerville nel 1818 per contrapporre l'architettura romanza dei secoli X-XII a quella gotica, allora definita germanica.

Il romanico in realtà non nasce in Francia come molti pensano, ma è un'arte che nasce contemporaneamente in quasi tutta l'Europa, con caratteristiche comuni che ci fanno dire che si tratta della medesima arte, pur con alcune differenze caratteristiche per ogni regione/nazione. In alcune periodizzazioni è considerata romanica o preromanica anche l'arte dell'alto medioevo, altrimenti definita in modo più specifico (come arte carolingia, arte ottoniana, ecc.) a seconda delle caratteristiche proprie di ciascun tipo di arte.

Secondo Henri Focillon, infatti, l'arte romanica, soprattutto in architettura, deriva dall'adattamento dell'arte imperiale bizantina, ben presente a Ravenna, ad altri ambienti, come quello rurale, ad esempio. Pertanto, già verso la metà del primo millennio dell'era cristiana, nelle pievi delle campagne tra Ravenna e Forlì il romanico aveva già assunto quelli che saranno per secoli i suoi caratteri definitivi. Si tratta, in effetti, dell'area allora chiamata "Romània" (da cui l'odierno "Romagna"), cosa che giustificherebbe lo stesso aggettivo "romanico": si tratterebbe appunto dello stile "della Romania".

La cultura e la civiltà europea subiscono un'accelerazione dopo l'anno mille, con la progressiva ripresa della civiltà urbana e il consolidamento delle autorità tradizionali medievali: la chiesa, l'Impero con i signori feudali, i monasteri benedettini, le città. Ad ognuna di queste istituzioni corrispondono edifici e forme figurative particolarmente rappresentativi.

Generalmente l'epoca romanica viene suddivisa in tre periodi: un primo romanico (intorno al 1000); una fase di maturazione (ca 1080-1150) che vede perfettamente sviluppato il repertorio formale dello stile; infine una terza fase (1150-1250), limitata all’ambito germanico e parallela al neonato Gotico francese.

La scultura romanica nacque in stretto rapporto con l'architettura, decorando capitelli, architravi e archivolti di finestre e portali. Con motivi maggiormente decorativi (ispirandosi al mondo animale e vegetale), oppure figurativi e narrativi (ispirandosi ai testi sacri). I principali scultori in Italia sono Wiligelmo e Benedetto Antelami.

 

La Galizia

La Galizia (in Galiziano: Galiza o Galicia, in Spagnolo: Galicia, in Portoghese: Galiza) è una comunità autonoma nel nord-ovest della Spagna (pop. circa 2,8 milioni; nel 1900 la popolazione era di circa 1.980.515, secondo l' Enc. Brit.).

La Galizia confina a nord col Mar Cantábrico, a ovest con l'Oceano Atlantico, a est con le Asturie e la Castilla e León e a sud col Portogallo.

L'eredità celtica della Galiza viene celebrata spesso, e si sostiene talvolta che l'ultima persona che parlava il Celtico Galiziano morì nel XV secolo. Infatti, il nome Galizia (Galiza) deriva dal nome di un'antica tribù celtica che risiedeva in quest'area, i Gallaeci.

 

La lingua

Storicamente, la Galizia è erede della Gallaecia romana, che comprendeva parti di quelle che oggi sono la Spagna occidentale e il Portogallo settentrionale. Le lingue ufficiali della Comunità Autonoma sono il Galiziano, o galego (in Spagnolo gallego) e il Castellano. Lo Spagnolo o Castellano è spesso parlato come prima lingua dai giovani urbani, mentre il Galego è spesso la prima lingua tra la popolazione rurale più anziana. Entrambi i linguaggi hanno uno status ufficiale e vengono insegnati nelle scuole. Mentre non tutta la popolazione parla Galego (a La Coruña solo il 72%), molti la comprendono (a Ourense il 95%). Secondo il censimento dell'IGE del 1991, meno del 40% dei Galiziani è in grado di scrivere nel loro linguaggio. Il Portoghese deriva da un antico idioma Galiziano-Portoghese. L'influenza del Castellano ha comunque lasciato tracce nell'attuale idioma Galego, specialmente nel lessico.

 

La capitale

Santiago di Compostela (ab. 93.000 circa) è la città spagnola capoluogo della comunità autonoma della Galizia. Situata in provincia di A Coruña, è stata nel 2000 Città europea della cultura. Santiago di Compostela, assieme al cammino del pellegrinaggio omonimo, è stata dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 1985. È sede del governo autonomo Galiziano (Xunta de Galicia), luogo di continue pellegrinazioni religiose provenienti da tutto il mondo e sede universitaria con più di 500 anni di storia. La città è conosciuta soprattutto per la sua maestosa cattedrale dedicata a San Giacomo da Compostela e per essere la tappa finale di ogni pellegrino che decide di affrontare il vecchio "cammino di Santiago de Compostela". Il 23 ottobre 1987 il Consiglio d'Europa ha riconosciuto l'importanza dei percorsi religiosi e culturali che attraversano l'Europa per giungere a Santiago de Compostela dichiarando i percorsi "itinerario culturale europeo" e finanziando adeguatamente tutte le iniziative per segnalare in modo conveniente "el camino de Santiago".

 

Arte Romanica in Galicia

La Galizia è una delle comunità della Spagna con maggiore patrimonio di edifici romanici (vedi Ribeira Sacra), benché tale ricchezza patrimoniale non sia molto divulgata come in altre zone della Spagna.

Solo un certo ritardo nella catalogazione di questi monumenti ha impedito che questa regione fosse stimata come merita nel contesto dell'arte romanica ispanica.

Alla testa del romanico della Galizia si trova la cattedrale di Santiago di Compostela seppure abbia subito modifiche notevoli , ma la Galizia è ricca in cattedrali medievali, come Lugo, Orense, Tuy e Mondoñedo.

Le regioni centrali della Galizia, quelle dove i confini delle quattro province si uniscono formano in un solo punto sono una delle zone con maggiore concentrazione di arte romanica di tutta la Spagna.

Il “Gallego”, è un'arte romanica caratterizzata per l'importanza dei monasteri in essa presenti, vero piatto forte dell'architettura medievale in Galizia.

Perciò, una regione di Galizia che sottolinea in questa introduzione i punti focali in cui maggiormente si è sviluppata l’arte romanica in particolare quella della Riva Sacra (Ribeira Sacra) cioè la dove corre il Fiume Sil, e la Riva del Miño, dove troviamo numerosi monasteri medievali.

Lungo la Costa Atlantica e nei suoi dintorni, da Pontevedra fino a Lugo, passando per La Coruña il romanico rural si estende con abbondanza, specialmente nella costa di Pontevedra e nel Golfo Artrabo de La Coruña. Anche in altre molte regioni più lontane della costa, in qualunque valle verde o montagna si eressero centinaia di parrocchie rurali di maggiore dignità e qualità. Alcuni comuni hanno varie chiese romaniche tra templi parrocchiali ed eremi che molte volte passano inosservate salvo per i paesani che lì abitano.

Talvolta il contrasto tra la sfarzosità delle Collegiate, dei Monasteri con i suoi chiostri e le Chiesette sperse nel paesaggio galiziano, spesso in stato di abbandono è stridente. Ciò nonostante anche la povertà e la semplicità di queste piccole chiesette dove a malapena si intravede la passibilità di esercitare il culto, è disarmante e allo stesso modo affascinante.

 La forza visuale degli edifici di solido granito, quasi tutti ben conservati salvo per azione diretta dell'uomo, diventa essenza del territorio galiziano.

Un altra delle caratteristiche del romanico della Galizia è il suo conservatorismo nel tempo e la persistenza di forme romaniche durante i secoli bassomedievali Benché alcuni innovazioni gotiche si fecero nei conventi e templi rurali galiziani i secoli XIII al XV, in quasi tutti essi perdurano chiare reminescenze romaniche, la cui presenza è evidente nella Cattedrale di Santiago.

La storia ed evoluzione del romanico galiziano passa per una serie di fasi e vicissitudini troppo complesse per dettagliarli qui. Attenendoci ai concetti più generali, possiamo stabilire quattro fasi nella storia di questo stile in terre galiziane.

1) Fusione dell'arte asturiana con il romanico

In alcune costruzioni galiziane, come succede anche nelle Asturie, il tradizionale stile preromanico asturiano si fonde con le prime manifestazioni del romanico pieno. Così troviamo edifici con planimetrie preromaniche con alcune dimostrazioni di decorazioni e sculture romaniche.

2) Primo romanico

In maniera isolata, si costruiscono anche in Galizia alcuni templi con riconoscibili caratteristiche di romanico lombardo o primo romanico. San Martiño di Mondoñedo è un buon esempio di ciò.

3) Romanico compostelano

L'edificazione della cattedrale di Compostela, com’ è ovvio, suppose un riferimento indiscutibile per tutto il romanico galiziano.

Tuttavia, la complessa costruzione dovette essere imitata nelle sue forme e strutture più semplici nelle zone rurali.

A partire dal lavoro del Maestro Matteo nel Portico della Gloria si estende per la Galizia un modo di decorazione con abbondante scultura monumentale nelle facciate con bellissimi esempi come quello di San Esteban di Ribas di Miño

4) Romanico dei Monasteri cisterciensi

Nella seconda metà del secolo XII e al principio del XIII, nelle valli galiziane si vedono erigere numerosi cenobi dell'Ordine del Císter. Come nel resto della geografia spagnola, mostrano una serie di caratteristiche peculiari e comuni: monumentalità, equilibrio di linee, grande spaziosità, mancanza di scultura decorativa.

 

Il Romanico galiziano nel Cammino Francese

(diario del Cammino di Santiago 2007)

 


Cacabelos

31/3/07 Cacabelos - Villafranca del Bierzo

E' assai difficile per un pellegrino quasi vinto dalla stanchezza dovuta all'ennesima tappa soffermarsi a guardare la particolarità delle cose che il cammino gli offre.

Cattedrali, chiese, piccole cappelle, monumenti, ponti romani e castelli, bellezze che talvolta stupiscono il pellegrino solamente guardandone il profilo, i contorni in controluce.

E spesso alla domanda ... chissà che c'è dentro a questa chiesetta... non c'è una risposta, ciò che c'è dentro lo si deve immaginare, ci si deve accontentare da pellegrini modelli.

Perciò il cammino è saper cogliere la monumentalità grande o semplice che sia e la bellezza delle piccole e nel contempo maestose fugacemente per poterle trasformare immediatamente la memoria visiva dell'attimo colto in esperienza vissuta praticamente in ricordo.

Ricordi da rievocare emotivamente a distanza anche di molto tempo, da rivivere, da raccontare, insomma emozioni da lasciare ai posteri.

Quest'ultima operazione oggigiorno ci è offerta dai supporti digitali (foto e video) che ci aiutano a raccontare paesaggi, persone, cose e momenti.

Cosa doveva essere il pellegrinaggio di un tempo nel quale anche la scrittura non era un mezzo così diffuso come lo è ora.

Eppure ancor oggi risulta difficile facendo il cammino riuscire vedere tutto ciò che le guide propongono.

Spesso ci sono deviazioni di chilometri da fare e spesso sono tutt'altro che accessibili dall'esterno.

Bene io racconterò nel mio cammino ciò che ho potuto vedere delle chiesette e delle cappelle galleghe da O Cebreiro a Muxia.

Una modesta ricerca tra ruralità, romanico e talvolta preronanico carpendo, dove mi è stato possibile, i particolari che ne caratterizzano lo stile.

Molte chiesette sperdute nei paesetti della Galizia sono "...bellissimi esempi di architettura popolare".

L'Albergue de Peregrinos apre a Maggio in ogni caso ci saremmo fermati in un hostal "la Gallega" ha risposto alle nostre necessità.

9.30 Visitiamo per prima l’ex capilla de la Vera Cruz oggi chiesa di S.Roque (Secolo XVII) ed iniziamo il cammino che in un paio d'ore ci porta a Villafranca del Bierzo.

Villafranca del Bierzo

Decidiamo di fermarci nell'Albergue del mitico Jato.

Mangiamo in ristorantino niente male, "la Puerta del Perdon" vicino all'albergue dove oltre all'ospitalità si può degustare un ottimo vino tinto del Bierzo.

Questa mattina pensavo al titolo che potrei dare a questo mio cammino/ricerca 2007 pensavo a: "Il Romanico e la ruralità della chiesa nel camino de Santiago del Bierzo e in Galizia" oppure "il Romanico e la chiesa rurale nel mio cammino di Santiago" ma ! In questo momento sono ancora indeciso, vediamo domani.

Vorrei limitare la mia ricerca al cammino in Galizia, però sono continuamente stimolato dalla bellezza e dal suo fascino indipendentemente dal luogo .

E' divertente osservare come ognuno scrive il proprio diario: il diario del professore di Barcellona (quaderno), il diario scritto sulla servilletas, gli appunti di una Francese ognuno intento a scrivere e cogliere ulteriori emozioni.

Alle 20 arrivano Olga e Celi le sistemiamo in camera nostra.

Jato è pranoterapeuta e pratica un intervento chiropata a Valentina contro il mal di schiena.

La serata si conclude con la cena "comunitaria" e con i racconti avventurosi della vita di Jato Jesus.

 


1/4/2007 O Cebreiro

Inizio della ricerca sul Romanico nel Cammino (Francese) di Santiago 2007

Iglesia di Santa Maria la Real (come l’abbiamo trovata)

Un sito di interesse e valore storico è la chiesa preromanica di Santa Maria la Real, fondata nel XI secolo dai monaci benedettini. Al suo interno è possibile ammirare la cappella di San Benito, dedicata ai monaci fondatori, e la cappella del Milagro, al cui interno si conserva il Calice del Sacro Graal, segno del miracolo eucaristico della trasmutazione e l'immagine di Santa Maria la Real che, secondo la leggenda, spalancò gli occhi dallo stupore di fronte al miracolo.

La leggenda narra che un giorno d'inverno un abitante del paese di Barxamaior incurante del forte temporale che stava abbattendosi su quelle terre, si recò, come di consueto, ad ascoltare messa. Il monaco, che lo vide arrivare disse con disprezzo "cosa non si fa per assicurarsi un pezzo di pane e un sorso di vino...". Durante l'eucaristia il pane e il vino si trasformarono in carne e sangue di Cristo davanti agli occhi increduli del poco compassionevole monaco. I due sono sepolti assieme nella Capilla del Milagro.

Raggiungiamo il paese accompagnati in macchina da Jato.

Prima di arrivare a O Cebreiro ci fermiamo a La Faba  (siamo ancora nel Bierzo) dove vicino all'albergue c'è una chiesetta dedicata a Sant Adras, un perfetto stile romanico gallego (restaurato) bello ed armonioso. Bella la pila battesimale all'entrata.

Il retablo in legno stile barocco appare antico.

All'entrata, posto tra la chiesa e l'albergue c'è una statua di un pellegrino che nella mano sinistra tiene stretta una pietra.

Il pellegrino non è pericoloso, né inospitale simboleggia invece quell'attività di trasporto simbolico di materiale usata dai pellegrini medievali per la costruzione della Cattedrale di Santiago.

Ricomincia a nevicare intensamente arrivati O Cebreiro ci appare imbiancato aumentandone la suggestività.

Ceniamo con Olga e Celi (nella foto a destra) che sono salite da Villafranca del Bierzo gli andiamo in contro e di lì a poco annunciata da tuoni e fulmini minacciosi si scatena una tempesta fulmini che si trasformano ben presto in neve .. "que suerte ya estamos al cubierto!"

Ci corichiamo nella speranza che il mattino seguente ci riservi un tempo migliore.

 

 


2.04.2007

Il Tiempo en El Cebreiro

O Cebreiro ci appare completamente bianco, ha nevicato tutta la notte e fino a Triacastela il paesaggio non cambia.

Camminando sulla neve diventa pericoloso, si scivola non avendo calzature idonee.

Chiamare un taxi e bypassare l'alto di S.Roque mi sembra l'idea più saggia.

Magari riusciamo a fare Triacastela – Samos con un tempo compatibile per chi si muove a piedi.

                    

Padornelo Iglesia de San Juan

Hospital de la Condesa (Capilla de San Rouque)

 Linares - Chiesa di San Xoán

 

E' un tempio che difficilmente potremmo ascrivere ad uno stile concreto sebbene nato in tempo romanico.

Un bellissimo esempio di architettura popolare che seppe utilizzare le pietre tipiche della zona incorporandole in un’incantevole unità.

Triacastela Chiesa di Santiago

 

In Triacastela terminava la 11 a tappa del cammino secondo il Codice Calixtino.

Delle teorie che possono spiegare l’origine del nome Triacastela, forse la più accreditata la si attribuisce ai 3 castelli che un tempo si trovavano nell’alto del monte Oribio, Caledirón e Meda dei quali non resta più nulla.

La chiesa di Santiago di Triacastela è di origine romanica, forse fatta costruire da Alfonso IX. Posteriormente si ricostruì e si aggiunse l’alta torre campanaria che oggi occupa la sua facciata. In alto possiamo vedere i rilievi dei tre castelli. All’interno ci sono due “retablos” di fine secolo XVIII.

La leggenda dell’ermita di San Mamede

Racconta la leggenda che nel luogo di San Mamede, situato a 1 chilometro da Triacastela, apparirono due grandi tronchi. I pastori li tirarono in un baratro, però il giorno seguente i tronchi tornavano al loro posto, spostati nuovamente inesplicabilmente riapparivano di nuovo nello stesso posto il giorno dopo. Di fronte a questo miracolo, costruirono un eremita dove apparivano i tronchi, l’attuale eremita di San Ma mede.  

Samos -

A Capela do Ciprés (Cappella del Cipresso) - Origine preromanica

A pochi passi dall'albergue del Monastero di Samos a fianco del cimitero c'è una chiesetta appoggiata con un fianco ad un cipresso.

Si dice che il cipresso che accoglie la cappella abbia più di mille anni.

In effetti la cappella è un monumento preromanico fine secolo IX inizio X e tiene più di 1000 anni.

Il portale ha un arco di tradizione e tipicità mozarabe, all'interno dipinti di influenza asturiana.

Sarria

In Sarria si trova un'interessante chiesa ben conservata vicino a dove passa il Cammino di Santiago e che percorre la provincia di Lugo.

Di buona fabbrica di muratura granitica, con abside semicircolare e due porte. La cosa più evidente è la sua conosciuta porta del muro nord il cui timpano mostra il Cristo incoronato in un curioso atteggiamento di benedire, circondato di due alberi di sei foglie finiti da incroci greci.

Barbadelo

 

Barbadelo ha una bella chiesa con navata e torre campanaria romaniche, (muro maestro della dove c’era l’altare principale non c’è più) La porta occidentale è di due archivolti piani circondati da fregio a scacchi, con timpano su architrave. L'insieme mostra un personaggio con le braccia aperte tra stelle su un insieme di rose intrecciate.

Nel muro nord di questa chiesa di Barbadelo c’è un'altra facciata più semplice e due finestroni.

 

Mirallos

Santa Maria de Ferreiro (Chiesetta cimiteriale romanica)

 


3.04.07 Samos - Potomarin

San Juan o San Nicolás de Portomarín

La chiesa di Portomarin dedicata a San Nicolas appartenne all’Ordine di San Giovanni di Jerusalemme e fu edificata probabilmente alla fine del secolo XII o inizio XIII.

Fu riedificata pietra su pietra nel luogo dove attualmente si trova in occasione della costruzione del lago artificiale le cui acque sommersero i due quartieri della vecchia Portomarin (di S.Nicolas e S.Pedro).

San Juan de Portomarin è uno degli edifici romanici più importanti, non solo della provincia de Lugo, ma anche della Galizia.

La cosa più interessante è di questo tempio è la sua grande unità costruttiva , l’altezza delle mura che le conferisce un aspetto pseudomilitare.

Oltre l’abside e i grandi rosoni di ambe le facciate dal punto di vista artistico spiccano i suoi tre portali, molto decorati con sculture religiose impregnate di un forte simbolismo romanico appartenenti al ciclo finale di questo stile.

Sul portale principale l’arco principale si compone con una serie di 24 musici di chiara espressione della scuola  di Mastro Matteo meglio conosciuto come autore del Portico della Gloria nella Cattedrale di Santiagode Compostela.

 


4.04.07 Portomarin - P.de Rey

Igrexa de Gonzar

 

Cruceiro molto semplice caratteristica la chiesetta con annesso piccolo cimitero.

C'è un piccolo Cruceiro

C'è il bar dove facciamo sosta, Gonzar ha pure un carino albergue

Gonzar:

Piccolissima località molto disseminata.

Siamo in una zona di “castros” celti che possono darci un'immagine di come la Galizia era prima di essere conquistata dai romani. Gonzar era una commenda dei cavalieri di San Juan di Portomarín e la parrocchia di Santa María è il suo monumento più importante.

    

 Igrexia de Castromaior

 

Molto vicino a Gonzar, ci mostra la piccola chiesa di Santa María di stile romanico semplice e rozzo ma molto bene conservato; nel suo interno sottolineano una taglia romanica della Vergine ed una pala del secolo XVI.

Iglesia de San Julián de Narón - Narón

La Chiesa di San Julián di Narón si trova localizzata nella Strada di San Julián. È un tempio di pianta rettangolare, senza uno stile chiaramente definito, con una sola navata separata del presbiterio per un bel arco trionfale. Merita speciale menzione la sua facciata principale incoronata per un biodo doppio terminato per uno sferisterio triangolare.

Ligonde (Cruceiro) si dice sia il più antico del Cammino di Santiago

Chiesa del Monastero di Vilar de Doñas

Quella di Vilar de Doñas è la chiesa di un monastero dapprima femminile, di lì il nome di Doñas , e dopo dell'Ordine di Santiago. E’ uno degli esempi più noti del romanico gallego vincolato al Cammino.

La facciata occidentale dovette essere circondata da un portico del quale rimane una delle sue parti.

La porta di questa chiesa del Monastero de Vilar de Donas è delle più belle del romanico di Lugo. Ha cinque archivolti molto decorati con ogni tipo di motivi.

Ha una pianta a forma di croce latina con tre absidi fatte a volta.

Al suo interno si trovano diversi sepolcri dei cavalieri dell'ordine di Santiago.

Tra i molti affreschi gotici si può ammirare un Cristo addolorato tra i re Giovanni II, Maria d'Aragona e il loro figlio Enrico.

Il livello centrale è occupato da un'annunciazione accanto alla finestra che illumina l'altare.

La parte superiore corrisponde alla volta dell'abside, con simbolismo che fa riferimento al Giudizio Universale .

Questi dipinti furono realizzati in occasione dell'Anno Santo Compostelano del 1434.

Palas de Rey

 

“Sellamos” facciamo mettere il timbro sulla nostra credenziale nella chiesa di S.Tirso dove di romanico resta solamente il bel Portale del XII secolo

 

5.04.07 P.de Rey - Melide

San Pedro Melide

Della chiesa romanica si conserva

anche qui il portale, all’interno dipinti

murali del XV secolo

Leboreiro

Stupendo stile romanico in questa chiesetta con annesso cimitero

Vicino antico hostal de pelegrinos.

Virgen de las Nieves

 

La semplice chiesa della Vergine della Nieves è del romanico tardivo. Le sue piccole dimensioni ed il sapore acquisito col passare del tempo, il suo ridotto cimitero ed il piccolo atrio al quale si accede per una semplice porta di legno, danno un carattere peculiare all'insieme nel quale spicca il timpano della facciata di granito rosa con l'immagine della Vergine scolpita.

 

 


6.04.07 Arzua - Arca

Arca

Iglesia de Santa Irene

 

La chiesa della Martire Portoghese si trova al di la della strada dove c'è l'omonimo albergue prima di arrivare ad Arca.

XVIII Secolo.

 


7.04.07  Arca - Pedrouso – Santiago de Compostela


8.04.07 Pasqua in Santiago


9.04.07 Santiago - Olveiroa

S.Maria de Trasmonte

 

L'insieme architettonico, restaurato recentemente, è ubicato in un'ampia valle che guarda verso il ponente. L'edificio è di pianta rettangolare con absidi laterali. La facciata principale presenta sulla sua facciata una nicchia a modo di altare decorata con pinnacoli, ed altri motivi architettonici e che trattengono un’immagine della Vergine.

In uno dei laterali della facciata si erige il campanile che segue fedelmente la tipologia caratteristica del Barocco rurale galiziano.

 

Iglesia di Negreira

Ore 18 incomincia un temporale "che Dio la manda"

Contavo di fare una foto alla chiesa di Negreira da lontano si intravede il campanile ed il cimitero, speriamo che smetta.

Infatti, come tutti i bravi temporali galleghi smettono in un tempo breve permettendo la ripresa delle routinarie attività uman

Iglesia de San Julian

 

Sembra che questo piccolo insediamento fu l'embrione, per così dire, che dette origine all'attuale città.

Diciamo che gli stili autoctoni predominanti sono due: con campanile singolo centrale mediano rispetto alla facciata dell'entrata e a vela con una o più campane.

I due stili si ripetono identici nei vari paesini che vanno da Santiago a Muxia e Finisterre variando solamente la dimensione della struttura.

Uno degli esempi più belli lo si può trovare a Finisterre nella

 

Igrexia de Santa Maria das Areas e del Sacro Cristo di Fisterra

L’Iglesia de Santa María das Areas, di origine medievale è localizzata appena furori della cittadina di Finisterre dove la strada porta al famoso faro, momento finale del Cammino di Santiago.

Un'arcata che si considera che fece parte dello scomparso ospedale medievale di pellegrini, cede passo ad un tempio nel quale brilla con luce propria il Sacro Cristo di Fisterra, singolare crocefisso del secolo XIV che apparve nella costa dopo essere stato intrepido nell'acqua e recuperato da una barca dopo un temporale secondo la leggenda.

Molti pellegrini in visita a Santiago de Compostela lo consideravano il Cristo più occidentale della terra conosciuta e di caratteristica idonea per culminare il pellegrinaggio facendogli visita.

Oltre alla cappella barocca del Sacro Cristo (1695), emerge nel tempio rinascimentale di Santa Maria das Areas o della Vergine del Carmen.

La cappella maggiore (secolo XIV) conserva un'immagine pietrosa del Vergine de Marra , del secolo XVI.

Si venera anche qui un'immagine di Santiago con un rituale che ricorda quello della cattedrale compostelana.

Benché la facciata principale sia romanica, nell'esterno del tempio predomina il gotico marinero.

 

* Fuente Xunta de Galicia

Sono nella stragrande maggioranza dei casi chiese cimiteriali.

Prima di arrivare a Finisterre o Fisterra per i locali merita uno sguardo a Corcubión.

Chiesa di San Marcos, conserva alcuni resti dell'architettura romanica sebbene ormai la maggior parte della struttura appartenga al gotico.

All'inizio del XVIII Secolo si aggiunsero le cappelle del Socorro e della Virgen del Carmen.

All'interno si conserva la statua di San Marcos da Cadeira regalo del Conte di Altamira

 


 

Il romanico rural ed il gotico marinero nei dintorni di Muxia

 

San Martiño de Ozón

Situata 7 chilometri da Muxia fu modificata nei secoli XVII-XVIII conservando parte della sua struttura interiore.

Le colonne che danno accesso alla Cappella Maggiore e i due absidi appartengono al vecchio romanico del secolo XII.

La facciata semplice e il campanile barocco nascondono, senza dubbio, le vestigia romaniche.

Romanico puro è invece la finestra formata da due colonne situata posteriormente.

L’Iglesia de Santa María das Areas, di origine medievale è localizzata appena furori della cittadina di Finisterre dove la strada porta al famoso faro, momento finale del Cammino di Santiago.

Un'arcata che si considera che fece parte dello scomparso ospedale medievale di pellegrini, cede passo ad un tempio nel quale brilla con luce propria il Sacro Cristo di Fisterra, singolare crocefisso del secolo XIV che apparve nella costa dopo essere stato intrepido nell'acqua e recuperato da una barca dopo un temporale secondo la leggenda.

Molti pellegrini in visita a Santiago de Compostela lo consideravano il Cristo più occidentale della terra conosciuta e di caratteristica idonea per culminare il pellegrinaggio facendogli visita.

 Oltre alla cappella barocca del Sacro Cristo (1695), emerge nel tempio rinascimentale di Santa Maria das Areas o della Vergine del Carmen.

La cappella maggiore (secolo XIV) conserva un'immagine pietrosa del Vergine de Marra , del secolo XVI.

Si venera anche qui un'immagine di Santiago con un rituale che ricorda quello della cattedrale compostelana.

Benché la facciata principale sia romanica, nell'esterno del tempio predomina il gotico marinero.

Merita uno sguardo l'hórreo situato nelle vicinanze, è uno dei più grandi della Galizia.

Santa Leocadia de Frixe

E' una chiesa che risponde ugualmente alla semplice tipologia romanica "rural" del secolo XII.

La parrocchia di Santa Leocadia de Frixe conserva una chiesa romanica costruita uguale a quelle di Nemiña e Morquintián

Consta di una un asola navata con all’entrata un portico con arco decorato appoggiato su due colonne i cui capitelli sono incisi con motivi vegetali

All’interno è conservata l’immagine in pietra  della Santa patrona della parrocchia

Questa chiesa è un edificio costruito dagli stessi “Canteiros” che costruirono la chiesa di Cereixo, Treos Nemiña.

Agli inizi del XVIII  secolo, precisamente 1714  la chiesa ha subito alcune trasformazioni e modificazioni della facciata.

San Julián de Moraime

Situata a 3 Chilometri da Muxia è una chiesa del secolo XII influenzata dal romanico del Cammino di Santiago.

Risponde alla tipologia classica della predetta influenza sia all'interno che nelle decorazioni esterne.

Si integrava con un antico monastero oggi "Casa Rectoral".

Gli scavi eseguiti nel 1972 nelle vicinanze hanno rivelato un antico insediamento romano.

Santa Maria de Muxia

Sebbene sia una chiesa la cui tipologia si include nel gotico marinero del XIV secolo, conserva forme romaniche, specialmente il portico centrale della entrata, le sue colonne e i suoi capitelli

invertiti e utilizzati in epoca anteriore.

Molto bello il capitello raffigurante un Cristo crocefisso e dietro l'immagine della Madonna probabilmente recuperato da un Cruceiro.

Bella la veduta del porto di Muxia dalla torre campanaria accessibile da una scala di granito.

Sul tetto della chiesa simboli di origine celtica.

"Anche se di romanico non ha nulla posizionata su un posto bellissimo di fronte al mare c'è l’Igrexa da Virxine da Barca.

11.04.07 Camariñas

Prendiamo l'autobus delle 10.45 l'unico che fa linea Muxia - Camariñas - A Coruña .

Fermata a Puente de Porto h 14.00 davanti Bar Arnela) all'inizio della strada che conduce al porto.

Una volta arrivati a Muxia fine del Cammino merita visitare i dintorni la Igrexa de Santiago de Cereixo

Questa chiesetta di ridotte dimensioni ci mostra la bellezza di un tempio romanico della Galizia rurale.

Tanto la navata quanto l'abside sono di forma rettangolare.

Si accede attraverso un arco trionfale che si appoggia in semicolonne con capitelli decorati con forme vegetali.

L'elemento più singolare che ha questa chiesa lo costituisce la porta  che si apre nel muro perimetrale a sud del più puro stile romanico.

E' un timpano che rappresenta la traslazione del corpo dell'Apostolo Santiago in un’imbarcazione che trasporta un corpo giacente accompagnato da sette discepoli.

Questa è una delle poche rappresentazioni che mostrano il tema della Traslatio.

A poca distanza da Cereixo troviamo la parrocchia muxiana de Leis dove si conserva la bellissima chiesa romanica di Santa Maria de Xaviña assomigliante a quella di Cereixo.

Con quest'ultimo esempio di romanico nel Cammino Jacobeo Muxiano concludo questo mio diario 2007.

Mi resta la malinconia nell'abbandonare questi luoghi nei quali ancora c'è molto da scoprire.

Lo stile romanico che col passare del tempo assume nuovi stili come ho potuto costatare, vedi ad esempio il gotico marinero, mantenendo ciò nonostante un fascino architettonico assolutamente unico.

Molto si potrebbe scoprire, classificare e descrivere ma è difficile farlo con lo zaino in spalla e con le gambe che proverbialmente fanno ..... Giacomo per l'appunto, però ne ha valso la pena.

Infatti vedere come si trasforma il romanico da Roncisvalle a Muxia o Finisterre attraversando la Navarra, le mesete di Castilla y Leon per entrare in Galizia attraverso la porta del Bierzo è indubbiamente gratificante per gli occhi e per il cuore.

Quante volte il gotico nasce dai resti dell'architettura romanica architettura occultandola.

Mai mi sarei aspettato di trovare questa affascinante metamorfosi nelle grandi chiese, collegiate e cattedrali delle grandi città.

Da Burgos a Leon, da Salamanca a Zamora, Toro dove ancora la purezza del romanico resiste.

Ammirare nelle pietre i simboli dei "Canteros" che in quell'epoca "firmavano" le pietre con propri simboli le pietre, colonne, capitelli e portici affinché oggi ne possiamo godere della bellezza.

Chissà quanti altri luoghi ed immagini avrei potuto vedere e raccontare, ma questo ho potuto fare secondo le mie possibilità.

Questo mio camminare è stata un'opportunità, anzi, un privilegio regalatomi dalla sorte che mi ha permesso, bontà sua, di innamorarmi e di entusiasmarmi di cose che non fanno parte del mio quotidiano vivere.

Ho conosciuto gente meravigliosa che per umanità e per ospitalità appartengono al contesto del valore medievale che in questa terminologia trovava il "modus vivendi".

 

12 aprile 07 a Fisterre finisce il mio cammino.

13 aprile si ritorna a Santiago

14 aprile  9.55 Santiago - Madrid

16 Madrid - Venezia

 

Arriviamo a Venezia con un tramonto spettacolare quello delle 19.45 e con molta nostalgia il mio pensiero vola a Muxia e Finisterre dove il sole sembra non tramontare mai su quel romanico e gotico marinero, la cui ricerca e descrizione ha riempito le mie giornate.

Passando per Murano cerco con gli occhi la Chiesa di San Donato che mi consente di concludere il mio viaggio con la bellezza del nostro romanico lagunare anche se non paragonabile al romanico visto in questo cammino 2007.

 

 Maurizio Memo

memo55@virgilio.it

 

 

I miei disegni fatti col mio inseparabile palmare

   

    

Linares   Chiesa di San Xoán

La Faba

Igrexa da Virxine da Barca 

Chiesa di Santa Irene