Encinas Toros Soledad
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Mesetas  Casas de piedra Galicia
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La Via de la Plata è anche altro, ma queste  parole indicano tre aspetti fondamentali del cammino, che colpiscono chi lo percorre e che rimangono nella memoria:
le querce, presenti dall’inizio sino alle porte di Salamanca e poi ancora nella prima parte della Sanabria
i tori che, con la loro forza placida, sembrano sorvegliare il cammino ed osservare i pellegrini che passano
la solitudine che caratterizza ogni tappa, specialmente quelle nell’Extremadura
le mesetas della parte centrale, da Salamanca ad oltre Zamora
le casas de piedra: ne incontriamo moltissime nelle Sanabria e in Galicia, vecchie e bellissime case di pietra, molte delle quali ormai abbandonate
la Galicia, sempre uguale eppure diversa ad ogni angolo, capace di sorprenderci e di farci innamorare

La Via de la Plata

Nel maggio 2007 ho percorso la prima metà della Via de la Plata, da Sevilla a Salamanca. Nel 2008 la seconda, da Salamanca a Santiago de Compostela.1411

La Via ha un asse principale, da Sevilla a Granja de Moreruela sul quale si innestano altri cammini:
– da Granada e Cordoba a Merida (camino Mozarabe)
– da Huelva a Zafra (Camino del Sur)
– da Cadiz a Sevilla (Via Augusta)
– da Valencia e Alicante a Zamora (camino del Sureste o del Levante)

A Granja de Moreruela il percorso di biforca:
– il primo sale a nord seguando il tracciato della via romana terminando ad Astorga e si innesta sul Camino Francés
– il secondo piega ad ovest percorrendo la Sanabria, entrando in Galizia e passando per Orense (Camino Sanabrés o Camino de Fonseca)
Il cammino qui descritto, da Sevilla per Granja de Moreruela e Orense, è quello più noto, più frequentato dai pellegrini e quello più fornito di segnaletica e luoghi di accoglienza.
Do qui una breve introduzione a questo cammino e nelle pagine successive propongo le schede tecniche e gli appunti di viaggio per ogni tappa percorsa.

Cos’è la Via de la Plata, perché quel nome

I romani, per consolidare, gestire e difendere il loro dominio sulla penisola iberica e sviluppare convenientemente l’economia costruirono due grandi strade, che si sovrapposero all’esistente rete di percorsi locali.

527_015Le due grandi strade erano la Via Augusta (che collegava i Pirenei con Cadice) e la Via ab Emerita Asturicam che da Emerita (l’attuale Merida, fondata nel 25 a.C.) raggiungeva Asturica (l’attuale Astorga) e quindi collegava il sud con il nord della Spagna.
Secondo le norme costruttive romane, disciplinate con precise normative, ad ogni miglio romano di strada (m. 1478,50) era posta, sul ciglio stradale, una colonna di pietra alta circa m 1,50, con base cubica interrata, progressivamente numerata (miliario). Era anche indicato l’imperatore che aveva fatto costruire quel tratto di strada. Sulla ruta si trovano ancora molti degli originari miliari.
A distanza di 20/25 miglia romane (30/35 km, corrispondenti grosso modo ad una tappa giornaliera) vennero costruite le mansiones, stazioni di tappa per l ’accoglienza, il riposo ed il pernottamento dei viaggiatori e degli animali da trasporto, fornite dei necessari servizi. Attorno a queste mansiones si svilupparono spesso paesi e città.

Naturalmente fu necessaria la costruzione di ponti: rimangono ancora oggi i ponti romani a Merida, Salamanca, Valdesalor.
Per approfondimenti vedi su Wikipedia le voci Strade romane, Pietra miliare. Nei secoli la Via ab Emerita Asturicam venne denominata Ruta de la Plata: il nome deriva probabilmente dalla parola araba balath (pavimento in pietra), poi inglobata nell’idioma castigliano nel termine blata.
La via fu realizzata con le avanzate tecniche costruttive utilizzate dai romani e rimase praticabile anche dopo la fine dell’impero romano. Fu quindi utilizzata e mantenuta dagli arabi e ancora nel periodo successivo alla reconquista definitiva (1492).
La ruta è sempre stata strettamente legata alla storia della Spagna.
Oltre che dalle legioni romane fu utilizzata dalle popolazioni barbariche del nord che invasero a più riprese le terre del sud Europa, vide l’espansione del dominio arabo sulla Spagna e la progressiva reconquista dei re cattolici; vide gli ebrei migrare per sfuggire alle persecuzioni dei cattolicissimi e intransigenti re spagnoli; permise i pellegrinaggi a Santiago delle popolazioni del sud.
Ancora all’inizio del XIX secolo la via era ancora pressoché integra. Successivamente è stata via via sostituita da più moderne strade che, in gran parte, hanno comunque ricalcato l’antico tracciato. Ora il nome Via de la Plata è utilizzato sia dalla carretera nacional 630 che dalla autostrada che, ormai quasi ultimata, corre ad essa parallela

Il territorio

Si inizia il cammino in pianura (l’unica di tutto il cammino!) ma già al secondo giorno si comincia a salire.  Nel resto dell’Andalucia e dell’Extremadura troviamo altipiani con dislivelli non pronunciati ma con saliscendi continui.  Le salite sono comunque poche, brevi, e non faticose. Si cammina prevalentemente su colline con dolci ondulazioni.
La vetta del cammino è il Pico de la Dueñas, a 1400 metri s.l.m.  A Salamanca incontriamo l ’ambiente delle mesetas, e così sarà fino a Granja de Moreruela.  Poi il Cammino devia bruscamente a sx e presto cambia il territorio: risaliamo lentamente ma progressivamente la valle della Sanabria che termina ad un passo (1318 m.) che segna il confine con la Galicia.  L’ultima parte, come tutta la Galizia, è fatta di continui saliscendi su colline di medie altezze.
Si attraversano quattro dei cinque grandi fiumi della Spagna: il Guadalquivir a Sevilla, la Guadiana a Merida, il Tajo ad Alcantara ed il Duero a Zamora.
La superficie coltivata è quantitativamente modesta: seminativi, olivi e vigne in Andalusia, seminativi nelle piane della Tierra de Barros, di Merida, Zafra, Salamanca, Zamora e Bassa Sanabria.  Nella prima metà il territorio è in prevalenza adibito a pascolo, con prati non irrigui e boschi radi di querce (le dehesas), della varietà da ghianda (encinas, i nostri lecci) e da sughero (alcornoques). In alcune zone (bacino dell’Alcantara) il terreno diventa sassoso e arido. La vegetazione più rigogliosa, quasi “prealpina”, si incontra in Castilla, fra le province di Caceres e Salamanca.  In Sanabria riappaiono le querce: non più encinas ma robles (roveri).    In alta Sanabria e in Galizia i territori coltivati sono percentualmente modesti: a differenza dal sud sono costituiti da terreni di modesta superficie, con coltivazioni di tipo domestico non intensivo.  In Galicia, soprattutto nella provincia di Pontevedra, si incontrano boschi di eucalipto.

I centri abitati

Le città più grandi sono Sevilla, Merida, Caceres, Salamanca, Zamora e Orense. I paesi sono nella stragrande maggioranza piccoli; alcuni sono quasi disabitati. I paesi si trovano a notevole distanza l ’uno dall’altro in Andalucia, Extremadura e Castilla.  Ne consegue che in molte tappe occorre portarsi l ’occorrente per mangiare e bere durante tutta la giornata. La distanza limita anche la possibilità di personalizzare le tappe.  In Galicia invece le case tendono a distribuirsi in minuscoli borghi (aldeas) ravvicinate e case sparse.

I luoghi di accoglienza

Si può trovare alloggio in diverse tipologie di struttura:
Albergue con hospitalero. Gli unici dove c’è reale e calda accoglienza. Diversamente da quanto accade sul camino francés qui sono molto pochi.
Strutture comunali senza hospitalero. Spesso si trovano aperti; in caso contrario di solito un cartello informa su come trovare le chiavi. In alcuni casi sono gratuiti, in altri la tariffa si aggira sui 6 euro.
Albergue senza hospitalero fisso.  Sono la maggioranza, specialmente in Castilla, Sanabria e Galicia. Le funzioni di hospitalero sono svolte da dipendenti comunali o semplici cittadini che vengono la sera per ritirare i pagamenti e alla mattina provvedono alle pulizie.   I prezzi si aggirano sui 6 €.   In Galicia viene fornito un lenzuolo coprimaterasso ed una federa monouso
Albergue privati a conduzione familiare. Si stanno moltiplicando nella prima metà del cammino. I prezzi sono contenuti ed il servizio ottimo.
Albergue della catena “Alba Plata”, limitatamente all’Extremadura. Sono ospitati in strutture di pregio ristrutturate negli ultimi anni dal governo regionale ed affidate in gestione a privati. Le strutture sono ottime, come anche l ’arredamento. Il servizio a volte è buono, ma non sempre. Generalmente preparano anche la cena. A volte sono inspiegabilmente chiusi. I prezzi si attestano sui 12/15 euro
Hostal privati. A volte si può, o si è costretti, a rivolgersi a queste strutture. La qualità naturalmente è molto variabile. Il prezzo oscilla fra i 15 e i 20 €.

Mangiare e bere

Non ci sono grandi differenze con il camino francés, anche se i locali sono ovviamente molto meno frequenti. Gli orari in generale non sono stati adattati alle esigenze del pellegrino, e quindi può capitare di dover aspettare di cenare alle 21. Bar aperti alla mattina se ne trovano, ma in genere aprono attorno alle 9.
Da un punto di vista dietetico c’è da dire che la cucina dell ’Extremadura e dell’Andalucia utilizza molto la carne e poco le verdure. Prevalgono i fritti, gli stufati e i condimenti sono di solito pesanti.
Si trovano vini locali, di qualità molto variabile.

Come arrivare

Sicuramente il mezzo più veloce ed economico è l’aereo. Ci sono voli Ryanair da Orio al Serio, Pisa, Bologna, Cagliari e Roma. Un volo Vueling da Venezia.
Dall’aeroporto si raggiunge il centro città in autobus: fermata all’uscita, all’estremità destra del marciapiedi (biglietti a bordo).
Per il ritorno da Salamanca la soluzione più semplice è andare in bus all’aeroporto di Valladolid (2 ore) e prendere il volo Ryanair per Orio al Serio. Si può anche tornare in bus a Sevilla e di lì volo Ryanair per Orio al Serio o Pisa. Il viaggio in bus è però molto più lungo.
Il ritorno da Santiago offre diverse possibilità, con scalo intermedio (generalmente Barcelona o Madrid) oppure direttamente a Orio al Serio con volo Ryanair.

Dove inizia il cammino

Di fronte alla Cattedrale, all’incrocio con Calle de la Viñuesa, sull’angolo di una casa è stata murata una piastrella raffigurante la conchiglia di Santiago. Quello è l’inizio del cammino.

La segnaletica

Il cammino lungo la Via è tutto segnalato con le consuete frecce gialle. Nelle diverse regioni vengono adottate tipologie di segnaletica particolari ed integrative rispetto alle frecce gialle.526_033 523_070

In Extremadura il cammino è segnalato con cubi di pietra sul quale è inciso, sul lato superiore, il profilo dell ’arco di Caparra, assunto a logo del cammino; sempre sulla faccia superiore sono incise tacche colorate in giallo che indicano la direzione; lateralmente sono incastonate mattonelle di colore giallo e / o azzurro. La mattonella gialla sta ad indicare che di lì passa il cammino di Santiago; la mattonella azzurra indica che di lì passava la antica via romana; la presenza di entrambe le mattonelle (caso più frequente) indica che le due vie coincidono.  Gli stessi cubi, lasciati grezzi, sono spesso utilizzati per facilitare il passaggio di ruscelli o zone fangose.

022 002 035Nella provincia di Zamora (Castilla) la fondazone Ramos de Castro ha collocato in ogni paese del cammino una lapide sulla quale sono scolpite notizie rilevanti sui luoghi attraversati e richiamati eventi storici particolari.

Nella provincia di Orense (Galicia) la segnaletica è stata realizzata dallo scultore Nicanor Carballo che ha adattato a cippi indicatori pietre che presentavano forme particolari (le piedras del peregrino)

Nelle province di Pontevedra e A Coruña (Galicia) sono presente paracarri (mojones) ad ogni bivio, con una targhetta metallica che indica i km mancanti a Santiago.

Qua e là sono utilizzate altre forme di segnaletica: mattonelle (azulejos) con raffigurata  la conchiglia gialla su fondo blu, pali di legno di diversa foggia.

Le strade

Il cammino si svolge per lo più su strade sterrate, con traffico limitato ai mezzi agricoli e quindi praticamente assente. Limitati i tratti su sentiero vero e proprio. Alcuni tratti, anche lunghi, sono su asfalto; le relative strade sono poco trafficate ma le auto sfrecciano sempre a forte velocità.
In alcuni casi il cammino è stato sconvolto dalla costruzione di varie autostrade: de la Plata, de las Rias Baixas, e la Central Gallega. A volte il percorso è stato ripristinato e nuovamente segnalato, ma si trovano anche segnalazioni provvisorie ed ancora precarie: fare attenzione!

Le Cañadas Reales

526_071Frequentemente in Extremadura si trova l’indicazione Via Pecuaria, o Vereda, o Cañada, o anche Cañada Real. La diversa denominazione indicava, un tempo, la larghezza della carreggiata. Cambiano anche di denominazione fra le diverse regioni. La lunghezza totale di queste vie in Spagna è di 125.000 km.
Si tratta di vie di transumanza utilizzate in passato per spostare il bestiame da un pascolo all’altro, e, con andamento stagionale, dalle zone montane del nord alle pianure e bassopiani del sud della Spagna. Lungo queste vie esistevano un tempo strutture di servizio, ora quasi scomparse: abbeveratoi, fontane, luoghi di sosta, recinti, ricoveri per la mungitura ed il taglio della lana, dogane per il pagamento di gabelle.
Sono denominate Reales le Cañadas tutelate da normative emesse dai re di Spagna. Questa tutela è stata rigorosamente praticata nei secoli, ed ancora oggi è vigente, nonostante non siano più, in pratica, utilizzate per lo scopo originario: queste vie non possono in nessun caso essere interrotte od occupate da privati. Recentemente molte cañadas si stanno trasformando in tracciati per escursioni, a piedi o in bicicletta.
La Via de la Plata utilizza, per molti km, il tracciato di una Cañada Real.
(notizie prese sul posto e su Wikipedia)

Animali da allevamento

In Andalucia ed in Extremadura non passa giorno in cui non si incontrino mandrie di mucche e vitelli, sorvegliati da uno o più tori. In genere sono dentro recinti ma talvolta il cammino entra nelle fincas e si passa quindi in mezzo alle mandrie. Comunque non c’è alcun pericolo, neppure dei tori: sono molto più paurosi di noi. L ’unica accortezza è di non spaventarli, evitando di avvicinarli troppo e di non fare gesti bruschi ed improvvisi.

Si incontrano anche numerosi greggi di pecore e branchi di maiali, i caratteristici “cerdos ibericos” (questi ultimi sempre in recinti).
Non mi è mai capitato che qualche cane mi si sia avvicinato abbaiandomi con atteggiamento aggressivo.
Spesso i greggi di pecore sono accompagnati da cani: in quel caso è buona norma non andare a stuzzicarli e passare tranquillamente ad una certa distanza.
Difficile vedere animali in Castilla, data la presenza quasi totale di terreni seminati a cereali.
Se ne incontrano, ma non con grande frequenza, in Sanabria e Galicia.

Animali selvatici

La presenza di cicogne è frequentissima lungo il cammino. I nidi sono prevalentemente sulla sommità di campanili e tralicci. Spesso si vedono cicogne al pascolo.
Numerosissimi sono i rapaci: non so dirne la specie.
In alcuni tratti ho visto conigli selvatici e scoiattoli. Nel parco del Berrocal ho visto un piccolo cervo e grossi e variopinti uccelli non identificati. Attorno alle mucche ed alle pecore si aggirano spesso gli aironi guardabuoi che spesso salgono e si posizionano a lungo sulla loro schiena.
Ho visto anche qualche biscia.

In che periodo andare

La prima metà del cammino, almeno sino a dopo Zamora (Andalusia, Extremadura e Castilla), si svolge in un territorio mediamente caldo e asciutto. Questo clima è dovuto sia alla latitudine (Sevilla è all’altezza di Catania) che alla conformazione del territorio: le perturbazioni umide atlantiche tendono a ruotare in senso orario e a girare attorno alla penisola Iberica interessando prevalentemente la Galicia, le Asturias, la Cantabria ed il País Basco e sono trattenute dalla cordillera Cantabrica.
E ’ quindi ragionevole evitare la stagione calda per non rischiare un calore eccessivo. La seconda metà di maggio è da considerarsi tempo limite per la partenza.
Occorre anche tener conto che non si trovano fontane sul cammino e che i paesi sono pochi e molto distanti fra loro. Il caldo impone di bere molto; ma l’acqua è anche molto pesante. Caricarsi una provvista di 2 o 3 litri d ’acqua diventa quindi un sovrappeso micidiale!
In Sanabria il clima comincia a cambiare e tende a rinfrescarsi e a farsi più umido: questo avviene man mano che passano i giorni ed è accompagnato da una corrispondente progressione della altitudine dei territori.
La Galicia infine presenta un clima temperato atlantico, caratterizzato da frequenti precipitazioni, anche estive, frequenti cambiamenti di tempo, anche nell’ambito della stessa giornata, temperature non caldissime neppure in estate.
Grande varietà di climi quindi.  Tenendo conto delle caratteristiche dei vari climi che si incontrano e che il cammino richiede come minimo un mese di tempo consigliamo di partire da Siviglia tra la metà di aprile e la metà di maggio.

Quanto dura il cammino

Il cammino è lungo quasi 1000 km. Occorre quindi preventivare circa 5 settimane: ovviamente dipende da quanti km giornalieri si è disposti a camminare. Occorre tener presente che alcune tappe sono a lunghezza quasi obbligata, in relazione alla presenza delle strutture in cui passare la notte.

Soli o in compagnia?

Sul cammino francés è sicuramente consigliabile andare da soli, sia per la maggiore libertà personale che ne deriva sia perché su quel cammino si trovano tantissimi pellegrini con i quali familiarizzare. La Ruta de la Plata non è altrettanto frequentata ed è molto più solitaria. Così, se si teme la solitudine, è consigliabile andare in compagnia (in due, non di più).

L’equipaggiamento

L’equipaggiamento necessario è quello consigliato per tutti i cammini in Spagna; può essere utile essere provvisti di una o due borracce termiche, per tenere fresche le bevande nelle lunghe calde giornate

La guida

a_santiago_l_via_Plata_altarisTerre di Mezzo ha pubblicato la guida della Via de la Plata, che sostituisce la precedente, risalente al 2005.

La guida è stata scritta da Riccardo Latini e si intitola “A Santiago lungo la Via de la Plata e il Cammino Sanabrese“.  € 18.   E’ disponibile la terza edizione.

La guida si può acquistare, oltre che in libreria, anche online presso il sito dell’editore:  http://percorsiditerre.it/negozio/a-santiago-lungo-la-via-de-la-plata-e-il-cammino-sanabrese/


 

La piccola guida

Ad uso di chi vuol percorrere la Via de la Plata utilizzando le informazioni offerte in queste pagine metto a disposizione il file Plata.pdf.   Contiene l ’introduzione e tutte le schede tecniche del cammino.  Contiene inoltre una mappa generale.
La guida è periodicamente aggiornata grazie alle segnalazioni di pellegrini che percorrono la via.
La si può scaricare cliccando sull’immagine.

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Links

Il sito di Consumer Eroski è molto ben fatto e soprattutto aggiornato.  Ha belle cartine con precise altimetrie.  E ’ descritto il percorso e sono fornite notizie sui luoghi di maggiore rilievo.  Assolutamente da consigliare.  La descrizione è descritta separatamente per la Via de la Plata e per il Camino Sanabres

Il sito Godesalco, in lingua spagnola, è di grande utilità perché, oltre a fornire una grande quantità di notizie, è costantemente aggiornato sul percorso e sui luoghi di accoglienza.
Questo sito mette a disposizione un utile strumento: el planificador, che consente di selezionare l ’intero percorso previsto, o solo alcuni tratti, o solo la singola tappa fornendo, per ciascun tratto selezionato, informazioni sintetiche sui luoghi di accoglienza, sui chilometraggi ed anche, novità, la traccia GPS in formato gpx.

Il sito della AACS – Amigos del Camino de Santiago de Sevilla gestisce un bel sito informativo sulla Via.

Mundicamino, anch’esso in lingua spagnola, distingue in due parti la Ruta de la Plata: nel tratto da Siviglia a Zamora e in quello da Zamora a Santiago.
Le notizie fornite sono tante e molto dettagliate; forse anche troppe.  Non so valutare la frequenza del loro aggiornamento.

http://incamminopersantiago.blogspot.com/

Contributi

Alessandro mette a disposizione l ’esperienza del suo recente cammino (luglio/agosto 2010): ecco il suo diario

Domenico e Claudio di Vicenza hanno percorso la via della Plata camminando tutto il mese di settembre 2010 da Siviglia a Santiago di Compostela.  In un filmato presente su Youtube (http://www.youtube.com/watch?v=w3EcoRWHJYM) sono contenute le foto più significative del pellegrinaggio” .

Carla e Raffaele hanno percorso la Via de la Plata in bicicletta nel maggio 2011.  Sono disponibili a fornire informazioni e consigli a chi intende ripetere la loro esperienza: studio.medico_t@libero.it.

Nelly e Arturo, di Agrate Brianza, hanno percorso la Via de la Plata da Sevilla a Salamanca. Da appassionati botanici hanno scritto un diario nel quale le piante e soprattutto i fiori sono i protagonisti. Davvero originale e gradevole!
Quest’anno hanno continuato il loro cammino percorrendo il secondo tratto, da Salamanca a Santiago

Ermanno ha composto “E Plata sia“, un diario della Via de la Plata sino ad Astorga e la Cruz de Hierro, ma anche una guida accurata, fornita di cartine, luoghi di ristoro e di sosta, tempi di cammino  e chilometraggio.

Graziano ha creto su Youtube un filmato con le foto della sua Via de la Plata, percorsa nel 2009: la prima parte https://www.youtube.com/watch?v=2HeOMWEmGjY&feature=youtu.be e la seconda http://www.youtube.com/watch?v=DCC5u92ahoQ

Fabio propone consigli e offre informazioni ad uso di chi intende percorrere la Via de la Plata in bicicletta

Franco propone il suo diario della Via de la Plata da Sevilla a Zamora

Il diario di Romano e Loretta sulla Via de la Plata nel maggio 2015.

Le foto scattate da Amedeo sul cammino percorso fra settembre e ottobre 2015, messe insieme in un gradevole filmato.  Questo il link: http://www.thecricket.it/provo/AASC2015.mp4