Censimento dei timbri dei cammini in Italia

Pubblico questo appello riportato sul sito “Percorsi di Terre”.

In occasione di “Fa’ la cosa giusta!” 2017 (10-12 marzo a Milano presso Fieramilanocity – fiera italiana del consumo critico e degli stili di vita sostenibili) si terrà l’incontro “ITALIA, PAESE DI CAMMINI”. Sarà un momento importante per rilanciare gli itinerari storici, culturali e spirituali che nel nostro Paese hanno straordinarie possibilità di sviluppo, coinvolgendo tutte le componenti dei grandi itinerari a piedi.

Per l’occasione Terre di mezzo allestirà una mostra dedicata alle credenziali e ai timbri, che vorremmo realizzare grazie al contributo di tutti. Chiediamo quindi, a chi ne fosse in possesso, di inviarci un’immagine e possibilmente di raccontarci la storia di timbri e credenziali, compilando il form sottostante.

Se vuoi collaborare vai alla pagina del sito di Terre di Mezzo: http://percorsiditerre.it/timbri/

XV INCONTRO COMPOSTELLANO IN LIGURIA

XV  INCONTRO COMPOSTELLANO IN LIGURIA

Genova, 25 e 26 febbraio 2017

Collegio “Emiliani” – Nervi

PROGRAMMA

Sabato 25 febbraio

Ore 10.00  Pellegrinaggio a piedi all’Oratorio di San Rocco
Ore 10.30  Santa messa all’oratorio di San Roco
Ore 13.00  Pranzo
Ore 14.30  Saluto di padre Andrea Marongiu, Rettore del Collegio
                 Where is the Life we have lost in living? Il cammino di Christoph Mc Candless – don Elio Girotto
                 Se non fossi tuo, Cristo mio. Io e “Il Portico della Gloria”: venticinque anni di Grazia – don Paolo Asolan
                 All’inizio del Cammino: la consegna della Credenziale – don Matteo Zoppi, Davide Gandini
Ore 18.00  Santo Rosario e Confessioni
Ore 18.30  Riunione del Capitolo Ligure
Ore 19.30  Cena
Ore 21.00  Sul cammino di Sant’Agostino – Teresina Bonfanti e Luigi Gallo
Lungi dall’uscio dalla quale parte… – Alessio Pastore, Giulio Cesarini, un cammino che parte da casa. Milano-Santiago, Roma-Santiago (2016)

Domenica 26 febbraio

Ore 09.00  Saluto degli amici della Association Provence-Alpes-Côte d’Azur-Corse des Amis des Chemins de Saint-Jacques-de-Compostelle et de Rome
a seguire   Vie di pellegrinaggio, ospitalità e vita di Confraternita – Paolo Caucci von Saucken, Rettore della Confraternita di San Jacopo di Compostella Il miracolo dell’ospitalità.
Testimonianze di Ospitalieri – Angela Ruffino, Vittorio Sciutto, Clara Pautasso
Ore 11.30   Santa Messa – Consegna della Credenziale ai pellegrini in partenza nella primavera 2017

Confraternita di San Jacopo di Compostella – Capitolo Ligure
E-MAIL: santiago@unipg.it; davidegandini@ilporticodellagloria.it
clicca qui per scaricare la scheda di prenotazione alberghiera

 

Rete Vie Sacre Sicilia

Rete Vie Sacre Sicilia, La Rete siciliana dei cammini sacri, tra escursionismo e pellegrinaggio, per condividere i propri passi

E’ un progetto iniziato nel 2014 che ha creato una Rete di soggetti, un network tra tutti i cammini tematici che si svolgono in Sicilia. Le Vie Sacre sono infatti dei cammini che presuppongono un tematismo sacro ed una pratica escursionistica, ispirandosi all’esempio del Cammino di Santiago de Compostela, dove il cammino, o se vogliamo il pellegrinaggio, ha una connotazione sia esperenziale sia turistica di valorizzazione della stessa esperienza, dei luoghi, dei percorsi, degli incontri, dell’accoglienza  e dei territori e delle comunità che si attraversano.

Nel programma 2017 cammini di più giorni e vari chilometri da percorrere zaino in spalla si alternano a giornate tematiche di singoli eventi urbani ed extraurbani.

Web: www.viesacresicilia.itwww.siciliaoutdoor.org

Mail: viesacresicilia@gmail.com – cell. (+39) 3497362863 (Attilio Caldarera)

Cammino di Santiago – Società per azioni – un articolo di Paco Nadal

Paco Nadal è un giornalista, scrittore, fotografo naturalistico, blogger spagnolo.  Ha 57 anni.   Tiene una rubrica di viaggi sul Pais, il più prestigiosa quotidiano spagnolo.   Ha scritto per l’editore Pais-Aguilar la prima e più completa e importante guida spagnola del Cammino Francese e della Via de la Plata.  Ha scritto recentemente sul Pais un articolo nel quale mette in grande evidenza alcune trasformazioni avvenute negli ultimi anni sul Cammino Francese.   Per chi lo vuol leggere in originale ecco il link: Nadal-El Pais   E’ un bell’articolo, ricco di spunti di riflessione, scritto da persona autorevole.  L’ho tradotto e lo metto all’attenzione dei frequentatori del sito.


Cammino di Santiago – Società per azioni
In appena una decina d’anni la più famosa delle vie jacobee è divenuta commerciale fino a limiti insospettabili. Il Cammino Francese è un gigantesco business che può morire del suo stesso successo

Ho percorso per la prima volta il Cammino di Santiago nel 1994: era ancora febbraio, pieno inverno. Ricordo ancora che mi aveva sorpreso la solitudine che avvolgeva il Cammino, la scarsezza di infrastrutture.  Km e km senza un bar dove comprarti un panino o un albergue dove riposarti.   O pianificavi più che bene la tappa o finivi per dormire sotto il portico di una chiesa.  Le poche persone che aiutavano i pellegrini lo facevano in modo disinteressato. Naturale quindi accettare di buon grado queste poche cose ricevute perché calzava proprio bene la massima jacobea “il peregrino non pretende, ringrazia”.  Da allora sono tornato sul Cammino quasi ogni anno, anzi, ai Cammini, come autore di guide pubblicate dalla casa editrice del Pais e ho sperimentato di prima persona la trasformazione del cammino a Compostela.   In quel lontano 1994 c’erano 70 albergues negli 800 km del Cammino Francese.  La scora estate ne ho contati 400.   Il caso più emblematico è Sarria dove sono presenti … 27 albergues!!!   I pellegrini comportano un flusso continuo di denaro passando davanti alla tua casa.   Chi resiste dall’approfittare di questa manna dal cielo?
Però questo mercantilismo porta il cammino a perdere la sua intima essenza.

Albergues privati
Se c’è qualcosa che ha trasformato il Cammino Francese negli ultimi anni questo è stata l’apparizione e il diffondersi degli albergues privati.  Nei paesi dove prima c’era solo l’albergue municipal o di qualche associazione di amici del cammino ora se ne contano a decine.   Nessuno ha voluto lasciar passare inutilmente la gallina delle uova d’oro che camminava davanti alla tua porta.
Chiunque in un paese aveva un casermone vecchio e in rovina attraversato dalle frecce gialle lo ha riconvertito in albergue.   O, per dire meglio in “hostel”.   Perché la maggioranza di questi nuovi albergues privati somigliano più agli ostelli di qualsiasi città europea che al tradizionale albergue per pellegrini.  Un dato: Reliegos, piccolo paese vicino a León, che nel 2010 aveva solo un semplice albergue municipal ora ne ha 6!   E neppure rientra fra i fine tappa tradizionali.

Il business è la cucina
Il grande business degli albergues privati sta nella cucina.   Se arrivi in un paese dove ci sono solo 3 albergues e nessun negozio in cui comprare il pane ti troverai prigioniero dell’alloggio perché costituisce l’unica possibilità per cenare quella notte e per fare colazione il giorno seguente.  In questo modo l’incasso medio per una persona ammonta a 23 € (10 per dormire, 10 per cenare e 3 per la colazione). Come riconoscevano senza pudore molti proprietari “mettere la cucina a disposizione dei pellegrini (come è solito trovare nei vecchi albergues) sarebbe controproducente per i miei affari: quelli cucinerebbero da soli e non mi comprerebbero il menu.
E’ vero peraltro che questo tipo di albergues privati sono di solito nuovi e offrono in genere migliori servizi rispetto a quelli pubblici.

Attività stagionali
Altra differenza è il periodo di apertura degli albergues.  Il 90% apre da marzo a novembre o dalla settimana santa alla fine di ottobre, il periodo dove c’è il maggior numero di pellegrini.   Per i privati non val la pena aprire d’inverno per 1 o 2 persone che si presentano … che se ne vadano!!
Il riscaldamento costa molto.   “Non apriamo per questo motivo” confessava un proprietario.   Un atteggiamento razionale dal punto di vista imprenditoriale ma che lascia molto a desiderare se pensiamo che questo è un cammino di pellegrinaggio.   E’ la lamentela di molti ospitaleri di strutture municipali e di volontari che prestano servizio in strutture pubbliche: “In novembre restano aperti solo gli albergues dove ci si prende a cuore i pellegrini.  Se passi qui un giorno in inverno capirai quali albergues sono interessati ai pellegrini e quali ai soldi”.

Per una freccia gialla nella tua via
“Alla fine tutto si riduce a sapere dove vanno quelle maledette frecce galle” esclama la titolare di un bar alla quale avevano ridipinto di nero le sue per attrarre i pellegrini verso altri bar.   Il tema non è nuovo: l’ho riscontrato una infinità di volte in questi anni. Ma ora che l’offerta si è moltiplicata il problema è molto più evidente.   E’ comune vedere frecce mal dipinte, ridipinte, ridipinte ancora … che indicano albergues, bar, negozi.  Sono comuni gli attriti, incluso i litigi fra i proprietari, per deviare le frecce gialle in modo da che passino dalla loro porta e non da quella giusta.  O anche per rendere più vicino il tuo locale.  L’equazione è semplice: se ce l’hai in centro del paese io lo apro due strade prima.   Poi un altro lo apre all’inizio del paese,  L’ubicazione è importante: in luoghi con diversi albergues si riempie sempre prima quello che appare per primo.  E’ logico, il pellegrino non sa se sarà libero quello più avanti e inoltre avrà i piedi stanchi e vorrà andare presto a riposarsi.

Peggio nei bar e nei ristoranti
Un pellegrino veterano, con molti cammini alle spalle, mi raccontava recentemente che gli dispiaceva vedere come trattavano i pellegrini in alcuni bar e ristoranti. “Negli albergues è più facile trovare cortesia, ma molti bar e ristoranti ora che sono arrivati al business trattano male i pellegrini.    Accade lo stesso che negli aeroporti: sanno che si tratta di clientela per così dire prigioniera e che non ritorna”.   L’esempio mi è sembrato perfetto: se ogni giorno sai che passeranno dal tuo esercizio 200, 300 o 500 persone che poi non torneranno – che li tratti bene o male o che fai quello che fai – domani ne avrai altri 200, 300 o 500 nuovi a ricominciare il ciclo … la tentazione di non stare attenti alla forma o alla sostanza del tuo servizio costituiscono una forte attrattiva.

Anche i pellegrini sono cambiati
Tutta la responsabilità di questo cambiamento non va cercata solo in chi ha una attività commerciale. Alla base del capitalismo c’è la legge della domanda e dell’offerta.  Se esiste quella offerta è perché ogni volta c’è gente che la chiede.   La enorme diffusione del pellegrinaggio a Santiago ha fatto sì che il più famoso dei Cammini, il Francese, si sia convertito in un pellegrinaggio di gente “variopinta”.  Non tutti sono disposti a dormire in un albergue con altre 60 persone che magari puzzano di piedi e di sudore e nel quale alle 4 della notte cominciano ad alzarsi i frettolosi di turno e a far rumore con i sacchetti di plastica che ti senti prudere le mani …
Per questo il vero business sono le camere doppie.  Molti privati hanno a disposizione camere con o senza bagno: molti altri hanno intenzione di andare a ridurre la zona con letti a castello per realizzare più camere doppie.  “Non ci si fa un bel guadagno ad ospitare 4 o 5 o 6 persone a 10 € l’una. Il guadagno è la doppia, che si offre a 40 €” confessava un’altra proprietaria”

Pellegrini WIFI
La mia prima guida del Cammino (1999) includeva fra le informazioni pratiche il fatto che un paese avesse o no la cabina del telefono.  Che tenerezza: sembra che sia stata scritta nel Giurassico!   Ora la prima cosa che chiede un pellegrino quando arriva all’albergue è “c’è il WIFI?”.  C’è ormai dappertutto, ad eccezione di qualche municipale o parrocchiale.  Ad esempio, c’è in tutti gli albergues della Xunta de Galicia.   E c’è anche in luoghi sperduti, dove sembra incredibile che arrivi la copertura.  La prima cosa che vedi all’entrata all’albergue è il simbolo della connessione e la parola PASSWORD.
A pensarci bene non è neppure strano più di tanto: il cammino, o almeno il modo di affrontarlo, è cambiato come è cambiata la società.  Un tempo si pensava che se volevi fare il Cammino andavi in cerca di silenzio, di solitudine, di un dialogo con te stesso.  Ora se passi davanti a un bar, a un dehor, a un albergue vedi tutti (o quasi) che stanno, soli o in gruppo, a guardare lo schermo del telefono.   Non critico questa cosa (anch’io guardo troppo spesso il mio cellulare): dico solo che questa è la realtà.
L’aspetto più negativo dell’irruzione dei cellulari – e di questo di lamentano molto gli autentici hospitaleri – è che prima i pellegrini si relazionavano negli spazi comuni, condividevano esperienze, parlavano di vesciche, di cani che abbiano, di sentieri fangosi, ecc. Ora stanno appesi a Whatsapp.

Tutto organizzato
La sensazione generale è che tutto sia troppo concordato, troppo studiato, troppo organizzato.   Si riserva con Booking, si mandano email per richiedere il letto, ci si connette a Facebook per chiedere il posto negli albergues.  E’ disponibile una offerta in Internet che ti organizza tutto il cammino: tu dici quanti giorni hai e quanto vuoi pagare: loro ti riservano gli albergues e si incaricano del trasporto delle valige tra i punti di pernottamento.  Paghi via via e sai già dal primo momenti quali tappe farai, dove dormirai, ecc.  Non hai alcun margine per l’improvvisazione.

Il pellegrino pretende o ringrazia?
Un’altra sensazione generalizzata tra gli hospitaleri veterani: il pellegrino pretende ogni volta sempre di più, come se si trovasse in un mercato libero dove c’è offerta e domanda di servizi.   Prima il pellegrino ringraziava per quello che aveva, si sistemava dove poteva, accettava le situazioni che trovava.  Oggi i pellegrini sanno che gli albergues sono lì per alloggiarli e utilizzano questa abbondanza di offerta per contrattare migliori condizioni.  E’ un cane che si morde la coda: se in un pellegrino solo vedi un cliente al quale spremere soldi non puoi aspettarti comportamenti di gratitudine come quelli che si avevano un tempo.   Se tratti il pellegrino come un biglietto da 20 €: allora il pellegrino esigerà servizi per 20 €.

Pellegrini Lonely Planet
Un altro profilo di camminante che sta contribuendo al cambio: quello del giovane nordamericano, australiano, neozelandese o centroeuropeo che viene da saccopelista a vivere un esperienza di anno sabbatico, cercando avventura e di conoscere gente.  Arrivano sempre di più giovani stranieri a fare il cammino alla stesso modo con cui farebbero un altro viaggio in sacco a pelo nel sudest asiatico.   Alla fine è un modo di visitare la Spagna mangiando, bevendo e dormendo ad appena 20 € al giorno.  Un’offerta imbattibile, che però contribuisce a sviare il senso di esperienza umana del pellegrinaggio.

Hospitaleri volontari, lo spirito del Cammino
C’è una istituzione che merita l’elogio: quella degli Hospitaleros Voluntarios.   Persone anonime che dedicano il loro tempo libero a gestire albergues a volte parrocchiali, a volte municipali o di associazioni di amici del cammino.  Fanno turni di 15 giorni e offrono una accoglienza nel più puro senso cristiano della parola.   Di solito sono albergues a donativo, dove si dà ai pellegrini colazione e cena in modo comunitario.   Certo è che sono anche luoghi molto più austeri del resto degli albergues privati: si dorme a volte in materassi a terra; molti di questi non hanno riscaldamento, alcuni non hanno l’acqua calda; però la sensazione di accoglienza e di benvenuto supplisce senza dubbio al resto delle carenze logistiche

Volontarietà non significa gratuità
Il problema in questi non numerosi luoghi che richiedono un semplice donativo è che la gente confonde la volontarietà con la gratuità.  “Quello che incassiamo dai donativi appena ci basta per la cena”, confessavano alcuni di questi hospitaleros voluntarios in uno di questi albergues.   “La gente è solita lasciare molto meno denaro di quello che pagherebbe per lo stesso servizio in un esercizio privato.  Alcuni – una minoranza – non danno di più perché davvero non ne hanno.  Ma in altre occasioni la gente viene qui sapendo che può lasciare 2 o 3 € e mangiare, fare colazione e dormire senza che nessuno gli trovi da dire per quel poco che ha lasciato.”

Alla fine … rimane qualcosa dello spirito del Cammino?
Certamente sì.   Continua ad essere una avventura personale consigliabile.   Appena la inizierai troverai persone meravigliose, hospitaleros che sentono ancora il cammino come forma di servizio agli altri e a molti altri pellegrini che vanno verso Compostela con spirito religioso, di meditazione, di ricerca personale o semplicemente umana.   Il Cammino di Santiago è sempre vivo dopo 12 secoli, ha sofferto momenti di gloria e di oblio, ha fatto ripopolare territori e ha diffuso arte e cultura e fin dalle sue origini è stato una via di commercio.  Chi l’ha detto che non sopravvivrà a questa nuova era digitale?
Esistono tanti cammini a Compostela quanto sono i camminanti.  Ognuno comincia a scrivere il suo non appena mette il piede fuori dal portone di casa,   Per questo ci saranno sempre pellegrini che affronteranno l’avventura di vita di andare a Santiago ringraziando, non pretendendo.

Paco Nadal

Notizie e curiosità dal Cammino – n. 5

A NAVARRETE IN ATTO UNA CONTROVERSIA SUL TRACCIATO ORIGINALE DEL CAMMINO

Navarrete è un paese della Rioja  Si sviluppa attorno ad un colle roccioso.
Chi fa il camino Francés vi arriva da est: le frecce lo portano a salire nella parte antica incontrando presto una biforcazione: il ramo di destra è Calle Mayor, quello di sinistra Calle de la Cruz.  La scorsa amministrazione aveva fatto segnalare il Cammino facendo apporre su Calle Mayor mattonelle raffiguranti una conchiglia.   Questo aveva provocato le proteste dei commercianti di Calle de la Cruz che si sentivano penalizzati nei loro affari.

Dopo le elezioni si è insediato un governo locale di diverso orientamento politico che, per mettere d’accordo tutti, aveva fatto rimuovere le mattonelle e aveva fatto installare vari totem informativi nelle due strade che illustravano i vari luoghi di interesse: uno stava proprio alla biforcazione delle strade; in questo modo i pellegrini potevano seguire una delle due strade, a loro piacimento.

Un gruppo di cittadini ha protestato e ha presentato una petizione.   In questo modo – affermano – i pellegrini si sentono disorientati non sapendo bene quale calle prendere e finiscono per percorrere Calle de la Cruz, il cui imbocco è più agevole.  Si ricollochino quindi le vecchie mattonelle lungo il tracciato storico Calle Mayor e non si dia spazio alla maggioranza dei commercianti del paese che stanno, guarda un po’, proprio su Calle de la Cruz.

Epilogo. la Dirección General de Cultura y Turismo de La Rioja ha comminato una multa di 120.000 € al comune di Navarrete che sta ora studiando le strade giuridiche per evitare questa multa non prevista e onerosa per le casse comunali.

 

SANZIONE AL COMUNE DI REDECILLA DEL CAMMINO PER AVER ASFALTATO UN TRATTO DI CAMMINO

La Giunta della regione Castilla y León sanzionerà con una multa di 150.000 € l’amministrazione comunale di Redecilla del Camino, piccolo paese sul Camino Francés, por avere asfaltato il tratto di Cammino che dà accesso al paese di 700 metri .   Il fatto era stato denunciato dalla Fraternidad Internacional del Camino de Santiago.

Il tratto, lungo 700 metri, è stato realizzato senza l’approvazione della Dirección General de Patrimonio.

 

EL CAVINO: CHE SIGNIFICA?

Semplice: è la contrazione di “camino del vino“.   Sì, perché qualcuno ha lanciato una iniziativa che mette assieme alcuni luoghi del cammino con le principale cantine di vino spagnole.  Negli ultimi anni si sono svolte tre edizioni.   Si tratta di sei tappe dei cammini Francese, di Levante e di Inverno, quindi non consecutive, nelle quale i partecipanti in gruppo camminano concludendo la tappa in famose cantine situate in zone di produzione di vino DOC: Rioja, Ribera del Duero, Toro, Bierzo y Ribeira Sacra.   Qui visitano le aziende e degustano le varie qualità di vino prodotte.  Naturalmente l’organizzazione pensa ai trasporti sino all’inizio di ogni tappa, alla cena in ristoranti adeguanti, al soggiorno in hotel di lusso.   Costo: 1090 €.
Non siamo quindi di fronte a caminantes ma a cavinantes.   Mah!

 

EL COCIDO MARAGATO

Astorga è il principale centro della comarca (territorio subprovinciale) della Maragatería, che prende il nome dai “Maragatos”, un gruppo etnico che vive nel nord-ovest della Spagna, un tempo nomade, con identità e tradizioni molto forti, e di origini sconosciute: forse cartaginesi, o berbere o celtiche. Strano questo nome: fra le diverse ipotesi questa sembra la più plausibile. Un tempo queste popolazioni erano commercianti / trasportatori specializzati a portare il pesce dalla Galicia (dal mar) a Madrid (los gatos – soprannome dei madrileni).
Famoso è il piatto locale chiamato cocido maragato, uno stufato fatto con molti tipi di carne (da 7 a 10), cavoli, patate e ceci.  La particolarità è che il piatto viene servito al revés (al contrario): prima la carne, poi i vegetali e infine la zuppa (brodo più fideos – pasta sottile).  Questa usanza ha origine, si dice, dall’usanza dei trasportatori maragatos di portare con sé, durante i viaggi, una pentolino di legno nel quale riponevano carne cotta.  Giunti alla locanda si mangiavano la carne (fredda naturalmente) e poi, per sistemare lo stomaco, chiedevano una zuppa calda.
Naturalmente i pellegrini non lo trovano indicato nel menu del dia ma ad Astorga ci sono diversi ristoranti che propongono questo piatto.  Il luogo per eccellenza del cocido maragato è però Castrillo de los Polvazares, un caratteristico paese a 7 km da Astorga, a brevissima distanza dal Cammino, nella tappa che porta a Rabanal.

 

CRESCE L’IMPORTANZA DELLA VARIANTE ESPIRITUAL DEL CAMMINO PORTOGHESEtracciato

Il Cammino Portoghese è in realtà una rete di cammini che parte da varie località innestandosi sul cammino principale o che da questo si diparte per riunirsi in seguito. Chi percorre il cammino Portoghese arriva a Pontevedra e prosegue per Padrón, l’ultimo punto tappa prima di arrivare a Santiago.
Da alcuni anni è stata tracciato un altro itinerario che da Pontevedra piega a sinistra raggiungendo la ria de Arousa a Vilanova de Arousa.  Di qui si può proseguire in barca o a piedi sino a Padron riprendendo il Cammino principale.

Questa variante è chiamata Espiritual e intende riprendere il percorso che, secondo la leggenda, seguì la barca che trasportava il corpo di San Giacomo che si inoltrò nella Ria de Arousa e sbarcò nel porto della città romana di Iria Flavia per proseguire poi verso l’interno.

Maggiori informazioni sul sito Caminosantiago.org

 

Fuegos del Apostol a Santiago: un evento spettacolare

Per la festa di San Giacomo si svolgono in tutta la Spagna cerimonie religiose ed altri festeggiamenti di vario tipo: teniamo conto che San Giacomo / Santiago è patrono nazionale.

A Santiago de Compostela naturalmente i festeggiamenti sono solenni.   È tradizione che la sera del 24, al termine dei festeggiamenti, ci sia uno spettacolo di fuochi d’artificio.   In diversi anni i fuochi sono stati preceduti dalla proiezione sulla facciata della cattedrale di immagini e filmati in 4D: è uno spettacolo grandioso, incredibile, impossibile da descrivere.

Particolarmente spettacolare è stato quello del 2012: vene rappresentata la storia della cattedrale nei secoli, il pellegrinaggio attraverso i secoli, i principali simboli jacobei.   La proiezione viene fatta da 12 proiettori con tecnica avanzata 4D.  E’ visibile su Youtube a questo indirizzo:  https://www.youtube.com/watch?v=uWi44jKQUjc&t=252s.

Per una migliore consiglio di guardarlo a tutto schermo su un monitor grande: su uno smarphone non si riesce ad apprezzare.   Se poi si dispone di una connessione veloce consiglio vivamente di impostare la finestra di Youtube sulla migliore risoluzione possibile: cliccare sull’icona in basso a destra e selezionale 1080p (vedi immagine accanto).

Su youtube sono disponibili anche i filmati del 2014 e del 2015

2014 – https://www.youtube.com/watch?v=cLifUofsFsE&t=5s2015

2015 – https://www.youtube.com/watch?v=l_K9M_Awhp8&t=592s

Notizie e curiosità dal cammino – n. 4

LAVORI DI MIGLIORAMENTO IN MOLTI TRATTI DI CAMMINO – UN DIBATTITO APERTO
Uno dei problemi più dibattuti negli ambienti delle Associazioni del degli amici del Cammino, presenti in moltissime città spagnole e in genere molto attive nel promuovere il cammino nei diversi aspetti, è quello legato al rifacimento di alcuni tratti di cammino.
Spesso le amministrazioni locali fanno eseguire lavori di allargamento di sentieri, di eliminazione di tratti sassosi o fangosi per migliorare la percorribilità.   In questo modo, obiettano alcuni, si perde il fascino di molti antichi tracciati, specialmente quelli che si svolgono nel bosco.  Il cammino però, ribattono altri, è più comodo e molti tratti diventano accessibili ai disabili motori.
I giudizi negativi di alcuni non fermano un processo che è in atto e che pare inarrestabile e che sta portando ad un miglioramento annuale del tracciato dei vari cammini.

A SARRIA DISPOSIZIONI SEVERE PER GLI ALBERGUES
A causa della nota e dibattuta norma “dei 100 km” il paese di Sarria (102 km da Santiago) rappresenta il punto di partenza per una grandissima quantità di pellegrini.    Naturale quindi che siano stati aperti numerosi albergues (oltre 20). Chi è passato da Sarria avrà notato la quantità di biglietti, cartelli, pubblicità varia attaccati nei posti più disparati.   Avrà anche notato la presenta di frecce gialle che indicano albergues o anche bar, locande, negozi.
Pessima immagine, dice la sindaca, che ha emanato disposizioni per il severo rispetto della norme comunali che regolano la pubblicità degli esercizi commerciali.

CHIUSA PER LA STAGIONE INVERNALE LA VIA ALTA DA SAINT JEAN PIED DE PORT A RONCESVALLES
La chiusura durerà sino al 31 marzo 2017 e trova motivo nelle condizioni di sicurezza che non sono garantite nella stagione invernale.    Nella prima tappa del Cammino Francese si passa dai 154 metri slm di Saint Jean ai 1423 del Col de Lepoeder per scendere poi ai 950 di Roncesvalles.
Capitano spesso condizioni meteorologiche che rendono problematico il transito: pioggia, neve, vento, nebbia.   Numerosi sono i pellegrini che smarriscono la direzione o che non riescono più a procedere.    Spesso questi eventi sono legati ad una preparazione fisica sommaria o ad una attrezzatura inadeguata.   Numerosi sono gli interventi di soccorso che ogni anno vengono attivati, con grande dispendio di risorse e talora in condizioni di pericolo per gli stessi soccorritori.
Queste condizioni hanno indottole autorità locali a proibire il passo: i pellegrini dovranno percorrere la via bassa che segue il tracciato della strada statale.

inglesePRESTO LA COMPOSTELA ANCHE PER CHI PARTE DALLA CORUÑA
Chi percorre il Camino Inglés parte solitamente da Ferról, distante 119 km da Santiago.   Pochi partono dalla Coruña, posta sul lato opposto della stessa ria: la città dista infatti solo 75 km da Santiago e quindi non viene rilasciata la compostela a chi parte da lì.
L’alcalde della città si è recentemente incontrato con Segundo Pérez, decano del Capitolo della Cattedrale, chiedendo di concedere la compostela anche se non sono stati percorsi i fatidici 100 km.    Pare che la richiesta sia stata accettata: i pellegrini partiti dalla Coruña, una volta giunti a Santiago, dovranno effettuare un percorso aggiuntivo per visitare i luoghi jacobei della città.   Le disposizione saranno formalizzate e rese pubbliche tra breve.

Una visita al Café Iruña a Pamplona

I pellegrini che hanno percorso il Cammino Francese avranno probabilmente visitato la bella città di Pamplona.   Sulla centrale Plaza del Castillo si affaccia il Café Iruña (è il nome di Pamplona in lingua basca): in Italia lo chiameremmo “caffè storico”.  Fondato nel 1888 fu il primo locale della città illuminato con la luce elettrica.

E’ un elegante locale, molto vasto, arredato con sedie, tavoli, lampade dell’epoca, grandi specchi.  Costituisce ancor oggi un punto di incontro per i pamplonesi e, pur nella sua eleganza, è frequentato da persone di ogni ceto.  In questo caffè era solito fermarsi lo scrittore Ernest Hemingway che qui scrisse molte pagine dei suoi libri: Fiesta, Addio alle armi, Per chi Suona la campana.   A lui è dedicato, a lato del locale il “Rincon Hemingway”, un angolo a lui dedicato con foto ed una statua in bronzo a grandezza naturale.

Il Café Iruña propone un ottimo e completo “menu del dia” a 14,50 €: consiglio i pellegrini di regalarsi una serata in un locale così bello.

Il 7 maggio 2010, giornata europea dell’opera, i componenti del coro “Premier Ensemble” de AGAO – Asociacion Gayarre Amigos del la Opera de Navarra – mescolati fra le persone presenti nel locale, hanno cantato a sorpresa alcuni brani di musica lirica tratti dalla Boheme, Nabucco, Carmen.  Di quell’evento è disponibile un bel video visualizzabile su Youtube.

Anche in Italia una fonte del vino

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Chi ha percorso il Cammino Francese dall’inizio sarà certamente passato dal Monastero di Irache, solo 2 km dopo Estella (Rioja).  Accanto al monastero c’è l’azienda vinicola “Bodegas Irache”.   Per i pellegrini che passano l’azienda ha realizzato nel 1991 un luogo di sosta con due fontane: da una sgorga l’acqua, dall’altra il vino per rinnovare la tradizione secondo la quale il Monastero, essendo stato in passato molto ricco, riuscisse ad ospitare i pellegrini sfamandoli e dissetandoli adeguatamente.   La regione peraltro è da sempre vocata alla produzione del vino Rioja.

Il 9 ottobre 2016 una azienda italiana, la Cantina Dora Sarchese di Villa Caldari, frazione del Comune di Ortona, ha inaugurato una struttura analoga a beneficio dei pellegrini che percorrono il cammino di San Tommaso, che da Roma raggiunge Ortona.