Bologna
La prima pietra della chiesa di San Giacomo maggiore fu posta nel 1267 su iniziativa di una comunità di eremiti dell’Ordine Eremitano di S. Agostino.   Costruita in forme romaniche fu terminata nel 1315, e consacrata soltanto nel 1344
L’annesso convento assunse il ruolo di importante centro di cultura e fu lungo i secoli uno dei più insigni Studi Generali dell’Ordine. Nel tempo, l’edificio subì diverse modifiche. Nel 1471 fu innalzato il campanile. Tra il 1477 e il 1481 fu costruito il portico, considerato una delle massime opere del rinascimento bolognese. Alla fine del Quattrocento, l’interno fu rifatto in stile rinascimentale; fu poi rimaneggiato nel Settecento.
La chiesa è una ricchissima galleria di preziosi capolavori artistici. La sontuosa sagrestia è sormontata da volte gotiche del 1409. L’imponente, monumentale armadio risale al 1640. All’interno di una delle nicchie sulla facciata, scrostato e insultato dal tempo, fa capolino un affresco trecentesco. Nell’abside si trova la quattrocentesca Cappella dei Bentivoglio; fatta costruire da Annibale nel 1445 e conclusa nel 1486; si presenta a pianta quadrata e con elegante cupola, adornata da affreschi del Costa e del Francia. Quasi di fronte alla cappella c’è la tomba sospesa di Anton Galeazzo, padre di Annibale, opera di Jacopo della Quercia e collaboratori (1435). Sull’altare una tavola di Francesco Francia: Madonna in trono con Bambino e Santi (ca. 1494). Ogni anno il 22 maggio, in questa chiesa si celebra una gran festa in onore di S. Rita da Cascia (1376-1447), durante la quale si distribuisce la tradizionale rosa che si conserverà tutto l’anno per buon auspicio. (testo tratto dal sito http://guide.travelitalia.com/it/guide/Bologna/1486/).  Altre notizie su http://web.tiscali.it/agostiniani/sangiacomo.htm
(segnalazIone di Lucia alce122@libero.it)

Imola (Bologna)
Nella città di Imola esistono due chiese dedicate al culto di San Giacomo.
1. La Chiesa di San Giacomo Maggiore del Carmine e il convento attiguo sono legati alla storia dell’Ordine Carmelitano, presente in questo luogo già nel’300. Nel’700 imponenti lavori ad opera dell’architetto Domenico Trifogli cambiarono volto al complesso facendogli assumere connotazione neoclassiche, e la facciata della chiesa inglobò il portico preesistente.   All’interno spicca l’imponente altare maggiore e il coro conventuale, opera di Fausto Zamboni.
Nel presbiterio, racchiusi in casse del sec.XVIII finemente decorate, due organi costruiti da Franz Zanin nel 1993.
2. La Chiesa di San Giacomo dei Filippini, e l’immobile attiguo ad uso civile e religioso, sono soprattutto noti per l’attuale molteplice attività dell’Oratorio giovanile, che fa capo al Parroco Don Beppe Tagariello
(segnalazione di Mauro casague@inwind.it)

San Giacomo – Comune di Castiglion dei Pepoli  (Bologna)
Nei pressi del passo della Futa, località San Giacomo, frazione del Comune di Castiglion de’ Pepoli (BO),  in cima a una ripida salita sul crinale della sponda destra del Rio Bagnolo o Calvane,  sorge la piccola chiesa di San Giacomo alle Calvane, che nasce come oratorio  e di cui si hanno notizie  già nel 1573.
Preceduta da un ampio spazio erboso e immersa nel verde di un bosco bellissimo, la chiesa si presenta con caratteristiche secentesche.
Sulla facciata una fascia in sasso d’arenaria reca un’iscrizione che indica la dedicazione all’apostolo San Giacomo e l’anno 1629, anno in cui fu eseguito un importante intervento di ristrutturazione.  Sul muro orientale della Chiesa si staglia un campaniletto a vela in cotto con due campane. La base della croce in ferro che sovrasta la facciata è a forma di conchiglia.
All’interno della chiesa, nell’abside, una nicchia incorniciata racchiude  una piccola statua in legno policromo del 1600, raffigurante San Giacomo con mantellina e conchiglia, bordone col gancio per la fiasca nella mano destra e il libro nella sinistra. Pare che la statua provenga dal vicino Santuario di Boccadirio.  Sull’altare è esposta una teca contenente una reliquia di San Giacomo.
La chiesa è visitabile nel periodo estivo grazie alla generosità di una coppia bolognese che da alcuni anni sta dedicando il proprio tempo e le proprie energie al recupero e alla cura di questo suggestivo luogo di culto e di pace.
Su questo link si possono vedere foto della chiesa http://www.flickr.com/photos/fiorentinodoc/sets/72157627229956849/show/
(segnalazione di Guido e Giovanna guidomori@alice.it)

Bargi – Comune di Camugnano (Bologna)
Sulla sommità del colle che sovrasta l’abitato di Bargi, dove nel XII secolo dominava il castello di Ciottolo, signore di Bargi, alleato di Pistoia,  si erge la chiesa dedicata a San Giacomo e San Cristoforo.
E’ stata eretta tra molte polemiche alla fine del 1700, dopo l’abbattimento della preesistente chiesa romanica  a tre navate,  risalente all’XI secolo e dedicata ai due Santi  protettori del pellegrinaggio medievale.
L’edificio, molto imponente, è in pietra e l’ingresso della chiesa è posto alla sommità di una breve gradinata sotto un portico chiuso da una cancellata.
A fianco della chiesa svetta una poderosa torre campanaria. Dal piazzale antistante la chiesa si gode di un magnifico panorama sul Lago di Suviana.
Su questo link si possono vedere foto della chiesa http://www.flickr.com/photos/fiorentinodoc/sets/72157627229956849/show/
(segnalazione di Guido e Giovanna guidomori@alice.it)

Ferrara
Chiesa di San Giacomo. Fu una chiesa templare di grande importanza dato che proprio in questo luogo l’iniziato trascorreva la “Veglia d’armi”, ovvero la notte in preghiera prima di ricevere l’investitura a cavaliere templare il giorno seguente. In questa chiesa, secondo Marcantonio Guarini, storico del 1600, ci sarebbe nascosta la tomba di Ugo de Payens, il fondatore dell’Ordine templare.

Vaccolino di Lagosanto (Ferrara)
Chiesa di San Giacomo apostolo, fatta edificare nel 1630 nel paese di Vaccolino, diviso fra i comuni di Lagosanto e Comacchio.
(segnaslazione di Alberta pagana.franco@hotmail.it)

Cesenatico (Forlì)
Chiesa di San Giacomo. L’edificio dell’antica chiesa venne costruito nel 1324 inizialmente come oratorio in onore di San Giacomo Apostolo e di San Cristoforo Martire protettori dei viandanti e dei pellegrini.
Nel 1325 venne istituita una fiera annuale da tenersi il 25 luglio, festa di San Giacomo, per favorire scambi e commerci col conseguente sviluppo dell’attività delle osterie e delle taverne già esistenti. Vedi foto    Per ulteriori informazioni http://www.parrocchiasangiacomo.it/
(segnalazione di Vanni addavanni@alice.it)

Linaro, frazione di Mercato Saraceno (Forlì/Cesena)
Antico borgo medievale (Castrum Linari) che appartenne alla Chiesa forlivese dal 1021. L’abitato si trova raccolto sulla rupe di arenaria a chiusura della valle del Torrente Borello, deviando il suo corso in una stretta e profonda ansa. La chiesa riedificata nel 1971 è dedicata da sempre a San Giacomo Maggiore. A destra dell’altare vi è un dipinto raffigurante San Giacomo Apostolo Maggiore, Titolare della Parrocchia di Linaro (FC), Diocesi di Cesena – Sarsina. Il dipinto a olio su tavola del M° B. A. Bonassoli del 1994  Vedi foto
(segnalazione di Vanni addavanni@alice.it)

Castelfranco Emilia (Modena)
La data di edificazione non è certa ma nei documenti è testimoniato che dal 1252 a Castelfranco Emilia esistevano due chiese, una a nord e una a sud della via Emilia: Santa Maria Assunta e San Giacomo, ognuna delle quali con un proprio cimitero. Nel 1527 durante la discesa dei Lanzichenecchi la chiesa diSan Giacomo venne distrutta. Già nel 1532venne ricostruita di dimensioni più modeste. Nel 1568 il priore F. Guarnaschelli fece ingrandire la chiesa erigendo la cappella maggiore, aggiungendo quattro altari e fornendola di fonte battesimale. Dal 1728 al 1804 si susseguirono vari ampliamenti e rifacimenti. L’attuale facciata di impianto neoclassico risale al 1910,[2] mentre l’ala destra, distrutta durante i bombardamenti della II guerra mondiale, fu ricostruita nel 1949. Accanto alla facciata, il campanile romanico a pianta quadrata conserva inalterata la struttura originale. L’interno ha un’unica navata con sei cappelle laterali.

Riolunato (Modena)
Riolunato è un piccolo comune in provincia di Modena, sull’Appennino.  Fin dal 1485 esisteva una chiesetta dedicata a san Giacomo Maggiore.   Nel 1611 si costruì una chiesa più grande che divenne la parrocchiale che esiste tuttora.  Vedi foto
(Segnalazione di Angelo aremitti@alice.it)

Colombaro di Formigine (Modena)
La fondazione della pieve matildica dedicata a San Giacomo è strettamente legata alla storia della frazione di Colombaro. La chiesa romanica viene ricordata per la prima volta già in un documento del 1127 come dipendente dal monastero reggiano di Santa Maria di Marola. Il complesso religioso doveva comprendere, oltre alla chiesa e al convento, anche un ospedale e un ospizio per il ricovero dei pellegrini, in quanto questi ambienti sono citati nei documenti che risalgono al 1162. Durante il Quattrocento, la chiesa cominciò a ricoprire un ruolo di notevole influenza, divenendo una delle comunità religiose più importanti della diocesi di Modena. In questo periodo vengono realizzati anche degli affreschi, recentemente rinvenuti nel sottotetto dell’edificio adiacente alla pieve, che sono stati intesi come un tipico esempio del gusto rinascimentale padano. Quando invece nel Seicento la chiesa assunse la funzione di parrocchia, fu sottoposta alla consueta trasformazione in forme barocche, le quali vennero quasi del tutto cancellate in seguito alle recenti opere di restauro. Gli interventi novecenteschi cercarono infatti di restituire alla pieve il suo aspetto originariamente romanico.
La facciata, costituita da una sola navata e affiancata dal campanile settecentesco, fu completamente rifatta in occasione di un restauro nel 1963.  Dell’antica struttura restano anche il paramento lapideo esterno in conci squadrati di arenaria e una piccola bifora visibile tra la chiesa e la canonica. All’interno si possono ammirare ai lati del coro due copie tratte dalla pala della Madonna del Voto di Modena eseguita da Ludovico Lana e un’immagine settecentesca di San Giacomo Apostolo al centro. Infine il fastoso altare a intarsio marmoreo risale alla metà del Settecento.

Piumazzo (Modena)
Vanta un’antica tradizione riguardo il pellegrinaggio e il culto di S.Giacomo. Già intorno al X° sec. si registra la presenza dei monaci di S.Colombano che, sotto la protezione della contessa Matilde di Canossa e di S.Anselmo abate di Nonantola, fondarono una chiesa dedicata all’apostolo e un ospitale per la cura dei pellegrini.
Il paese infatti sorge nei pressi dell’antica via Romea-nonantolana, una strada che i pellegrini percorrevano per raggiungere la via Francigena. Essa partiva da Nonantola, dove sorge ancor’oggi la celebre abbazia e attraverso la valle del fiume Panaro raggiungeva Ospitale di Fanano, sugli Appennini modenesi; da qui, passando per il passo della Croce Arcana si arrivava a Pistoia e Lucca e ci si connetteva alla via Francigena.
Un altro tracciato che i viandanti potevano intraprendere era la via Cassiola, cioè piccola Cassia, che dalla pianura nei pressi di Piumazzo attraversava il territorio bolognese e raggiungeva anch’esso il passo della Croce Arcana.
Agli inizi del ‘900 la piccola chiesa di S.Giacomo, ormai fatiscente, venne abbattuta, per far spazio a quella attuale, più capiente, armonica, in stile neoromanico-lombardo con elementi bizantineggianti. Inspiegabilmente la nuova chiesa non venne mai consacrata, fino al 1990, quando il cardinale Giacomo Biffi, arcivescovo di Bologna, sulla base della tradizione storica la dedicò definitivamente al culto dell’apostolo. In essa sono presenti molte opere d’arte riguardanti S.Giacomo, ad esempio alcuni quadri antichi, una terracotta secentesca del Mazza scultore e un “S.Giacomo pellegrino” del maestro fiammingo Calvaert, ora donato e sostituito da copia moderna.
Recentemente ha preso nuovo vigore la solennità del 25 luglio: a Piumazzo, unica parrocchia in tutta la diocesi di Bologna, si celebra la Messa del Pellegrino, con benedizione a tutti coloro che intendono o hanno già percorso il Cammino di Santiago. La Messa è animata dal Coro S.Giacomo, con canti e inni dedicati ai pellegrini e all’apostolo Giacomo. Vedi foto
Ulteriori approfondimenti su S.Giacomo e sulla chiesa di Piumazzo si possono trovare anche visitando il sito del Coro, all’indirizzo http://corosangiacomo.wordpress.com
(segnalazione di casalilauro@tiscali.it)

Parma
Chiesa dedicata a San Giacomo Maggiore.  La Chiesa, ricordata già nel 1143, è posta lungo il percorso del pellegrinaggio verso Santiago. Si trova infatti in pieno centro storico (quartiere Oltretorrente) direttamente sulla via Emilia. La chiesa (ancora consacrata sebbene mai utlizzata se non saltuariamente e bisognosa di restauri) era dotata di ospizio per il ricovero dei pellegrini che vi venivano ospitati gratuitamente per qualche giorno. Tale ospizio, abbondamente rimaneggiato esiste ancora ed è ancora proprietà della chiesa. E’ attualmente abbandonato. Anche la chiesa ha subito forti rimaneggiamenti. L’unica parte che vanta quasi 1000 anni di storia è il campanile romanico, attualmente trasformato in abitazione privata.
Nelle fonti parmigiane è sempre detta la Chiesa di San Giacomo “a co’ di Ponte”, legata al Monastero benedettino di San Giovanni Evangelista in Parma. Era sede di una Confraternita (che risulta fondata prima del 1330) che poi promuoveva pellegrinaggi verso San Giacomo di Compostella. La Parrocchia fu soppressa nel 1808.
(segnalazione di Elvis  e.piovani@alice.it)

Borgo San Cristoforo, frazione di Bobbio (Piacenza)
Nei pressi di una Casa Fortificata, edificio del IX secolo sorto come cella monastica e rimaneggiato assieme alle case adiacenti, ci sono i resti della cappella di S. Giacomo (privata) trasformata in cascina e cantina.

Trebecco (Piacenza)
A San Giacomo Maggiore è dedicata anche la piccola chiesa del borgo medievale di Trebecco, sulle alture della val Tidone, al confine tra le province di Piacenza e di Pavia. La chiesa, che conserva all’interno un’antica statua del santo in abito da pellegrino, è stata edificata nel cinquecento per iniziativa dei castellani locali, i conti Dal Verme. La dedicazione a San Giacomo ha inteso celebrare la vittoria conseguita sui francesi ad Alessandria il 25 luglio 1391, festa del Santo, dal condottiero Jacopo (Giacomo) Dal Verme, comandante delle truppe milanesi e capostipite della sua casata.

Lugo (Ravenna)
a Lugo c’è la chiesa parrocchiale dedicata a S. Giacomo Maggiore apostolo.   La prima chiesa dedicata a San Giacomo sorse probabilmente in epoca alto medievale entro le mura del vecchio castello. Nel 1390 fu riedificata nel suo sito attuale, poiché il castello era stato trasformato in fortezza. Nel 1888 fu profondamente ristrutturata nelle forme attuali, nettamente classicheggianti.
L’interno è composto da una sola navata con volta a botte, sulla quale si aprono quattro cappelle per lato.
La prima cappella a destra è dedicata a Santa Lucia, la seconda a Gesù Nazareno, la terza a San Filippo Neri, la quarta alla Beata Vergine di Lourdes.
La prima cappella a sinistra è sede del battistero con cancello cinquecentesco in ferro battuto, la seconda è dedicata alla Vergine Maria, la terza al sacro cuore di Gesù e la quarta a San Luigi Gonzaga.
La decorazione pittorica è opera di Avveduti e Verlicchi, e rappresenta le figure degli apostoli.
Notizie tratte dal sito http://www.romagnadeste.it/it/9-lugo/i1334-chiesa-parrochiale-di-san-giacomo.htm
(segnalazione di Suor Mariapaola istitutosfsales@interfree.it)

Russi (Ravenna)
La chiesa di San Giacomo è la cappella privata del palazzo di campagna dei Conti Rasponi. Risalente al 1774 è opera documentata dell’architetto Cosimo Morelli, che operò diffusamente fra Roma e le legazioni di Romagna e Marche.
Il Morelli eresse la chiesa sulla pianta dell’architetto Salvi e la perfezionò per commissione del Cardinale Vitaliano Borromeo.
All’interno adottò l’ordine gigante corinzio dominato dalla cupola a lanternino, mentre all’esterno si compie l’unità volumetrica e funzionale con il palazzo San Giacomo, attraverso un sistema di collegamento a doppio passaggio coperto, poi sfociante nel sistema dei coretti perimetrali dove i signori del palazzo assistevano alle funzioni, distinguendosi dai loro serventi nell’aula inferiore.
Altre informazioni sul sito http://www.comune.russi.ra.it/La-Citta/Musei-e-monumenti/Monumenti/Chiesa-di-San-Giacomo
(Segnalazione di gposati@racine.ra.it)

Villa Masone, frazione di Reggio Emilia
La chiesa di San Giacomo Maggiore è situata in via Asseverati, E’ sede dell’omonima parrocchia del vicariato di Rubiera-Scandiano della diocesi di Reggio Emilia-Guastalla.    Fu fondata, assieme all’adiacente ospedale, da tal Giovanni di Bernardo Normanno nel 1133. Dal 1302 appartenne ai Cavalieri Gerosolimitani della commenda di Santo Stefano, per questo venne detta della Masone, dal francese maison. L’attuale fabbricato venne costruito nel 1773 su uno più antico e di più ridotte dimensioni. Gli ultimi restauri importanti furono effettuati nel 1904 e nel 1927.
All’interno della chiesa vi sono tre acquasantiere, una delle quali in marmo con rilievi a testa d’animale, del’400. Le altre due presentano decorazioni a fogliame, una delle due presenta inoltre un’iscrizione del 1503. Nell’abside, all’interno di un’ancona in gesso, vi è il quadro seicentesco raffigurante il martirio di San Giacomo. Vi sono, negli altari minori, le statue della Madonna del Rosario, di santa Teresa, di sant’Antonio da Padova, della beata Vergine di Lourdes e del sacro Cuore di Gesù. Nelle pareti della chiesa, all’interno di nicchie vi sono le statue in gesso di san Giacomo, san Giuseppe, san Prospero e dell’arcangelo Michele

Forlì
Chiesa di San 
Giacomo all’interno del complesso museale di San Domenico.   La Chiesa, attualmente sconsacrata, è sede dell’auditorium e di locali espositivi