Genga (Ancona)
La chiesa fu costruita probabilmente tra il XVI ed il XVII secolo. Danneggiata dal terremoto del 1997 è stata restaurata.

Fabriano (Ancona)
Chiesa di San Giacomo maggiore

Ascoli Piceno
La chiesa dedicata a San Giacomo.  Di stile Romanico e costruita in travertino, sorge in pieno centro, a metà dell’antica strata Sancti Jacobi che collegava la Platea Inferior, o Sancti Anastaxi. Orientata ad una sola navata presenta una facciata a capanna con un rosone a dodici colonnette di diversa fattura sormontato dai cinque bacini ceramici disposti a croce. Sull’ala destra si erge una slanciata torre campanaria. All’interno si trovano numerosi lacerti di affreschi del XIII e XIV secoli che anticamente ricoprivano l’intera superficie muraria.

Monteprandone (Ascoli Piceno)
C’è un santuario dedicato a San Giacomo della Marca: non è San Giacomo Maggiore apostolo,  ma Giacomo della Marca, al secolo Domenico Gangala (Monteprandone, 1° settembre 1393 – Napoli, 28 novembre 1476), presbitero e religioso italiano dell ’Ordine dei Frati Minori Osservanti (O.F.M.Obs.); è stato canonizzato nel 1726 da papa Benedetto XIII.
(segnalazione di Amedeo cecilia.r64@alice.it)

Roccafluvione (Ascoli Piceno)
Chiesa di San Giacomo sulla omonima strada comunale.  Risale al secolo XVI.  Di particolare interesse sono le incisioni sul portale dell’ingresso laterale. L’interno è stato fortemente rimaneggiato

Monsampietro, frazione di Venarotta (Ascoli Piceno)
Oratorio di S.Giacomo in , risalente al secono XVII. Aapparteneva in passato ala prepositura della parrocchia di S.Giacomo di Ascoli. Di particolare rilevanza è una lapide in travertino con un’iscrizione in caratteri gotici di forme canoniche che ricordano la costruzione della chiesa in suffragio dell’anima d’Angelo di Francesco, dei genitori e dei consanguinei.

Montegiorgio (Fermo)
La chiesa di San Giacomo si trova a Montegiorgio in contrada Sant’Andrea, all’incrocio tra via Mazzini e via del Sole ed è parte di un piccolo aggregato di edifici che probabilmente in origine era un complesso collegato. L’epoca di costruzione dovrebbe risalire alla fine del secolo XIV circa.

Montecassiano (Macerata)
Chiesa di S. Giacomo.  Costruita nel secolo XVIII, presenta una facciata scandita da quattro lesene che sorreggono il timpano, un portale anch’esso con timpano e un campanile a vela sul fianco destro. L’interno, ad aula unica con copertura a vela, ospita il Museo delle Confraternite. Sulla parete d’altare è affrescata una ‘Madonna con Gesù Bambino in trono’ di scuola marchigiana del XVI sec. appartenente ad una preesistente chiesa. Lungo la chiesa sono disposte lanterne, insegne e crocifissi processionali dell’argentiere maceratese Antonio Piani.

Camerino (Macerata)

L`attuale chiesa venne costruita nella prima metà del XIX secolo nel sedime di una preesistente chiesa del XIII secolo. Nel 1997 fu gravemente lesikonata da un terremoto

Caccamo di Serrapetrona (Macerata)
La piccola chiesa, risalente al secolo XV, è costituita da un unico ambiente di modeste proporzioni. La facciata in cotto è coronata da un timpano e ha due piccoli campanili che continuano le lesene alle due estremità.

Recanati (Macerata)
La chiesa ha origine probabilmente con l’edificazione del vicino collegio dei Gesuiti all’inizio del ‘600.  Nel 1778 viene rifatta la facciata in forme neoclassiche. L’interno è trasformato in palestra nella prima metà del secolo XX

Visso (Macerata)
Chiesa costruita nel 1504.  E’ stata danneggiata dal terremoto del 26.9.1997. All’interno sono presenti affreschi di scuola umbra del 1554 e del 1592. Altri affreschi sono attribuiti agli Sparapane di Norcia.

Potenza Picena (Macerata)
La chiesa parrocchiale di S. Giacomo Maggiore di Potenza Picena, nel pressi della porta Galiziano, risale alla seconda metà del secolo XIV.  In data 13 novembre 1430 la curia vescovile di Fermo indirizza a Ludovico di Tommaso, priore della Confraternita di S. Maria Maddalena di Monte Santo un privilegio col quale autorizza la costruzione di un “ospedale” per accogliere poveri e malati, intitolata a S. Giacomo.   La chiesa, all’epoca, era già stata edificata.