Polcenigo (PN)
Convento di S. Giacomo. La parrocchiale era parte dell’annesso convento francescano, il più antico della diocesi di Concordia, in quanto nominato per la prima volta nell’agosto del 1262 nel testamento di tale Guecello II di Prata. La chiesa non sembra spartire molto con i frati del convento. Si suppone infatti che l’edificio sacro preesitesse alla fondazione del convento poi costruito a fianco.
Le motivazoni della sua erezione sono quasi certamente dovute ai signori di Polcenigo intorno al II secolo e forse a seguito di qualche loro pellegrinaggio (di persona o anche indiretto, come allora si usava) a Santiago de Compostela in Galizia, deve è venerata la tomba dell’apostolo. Va tuttavia ricordato che il santo era in quel periodo anche invocato al momento della morte ed era considerato protettore dei viandanti in generale oltre che degli agricoltori.
Nel 1295 Hengerada di Porcia, moglie di Gerardo signore di Polcenigo, lascia una forte somma per il restauro della chiesa. I documenti seguono numerosi da quella data.   Ricordiamo solo che dal 1723 i Fullini, nobilitati alla fine del seicento, trasferiscono le loro sepolture a san Giacomo da san Rocco.
La chiesa si mostra oggi nelle forme volute dai lavori di rifacimento avvenuti a metà del settecento assieme al sovrastante castello dall’architetto veneziano Matteo Lucchesi.
Orientato a est, ha una facciata sottile e austera contrassegnata da una finestra rettangolare. Il portale di ingresso (fine ‘400 inizi ‘500) è decorato a metà degli stipiti da due tondi a bassorilievo in pietra con il leone di S. Marco e con l’effige di san Giacomo reggente il modellino della chiesa come si vede dalla foto allegata.   Vedi foto
Segnalazione di Paolo (amicisantiago@tiscali.it)

Clauzetto (PN), Clausêt in friulano
Parrocchiale di San Giacomo, accessibile da una scalinata di 98 gradini. La parrocchia si chiama S. Martino d’Asio, come la antica pieve.  Anche lo stemma del comune riporta la croce di San Giacomo.  Il paese è definito il “balcone del Friuli”.
Altre notizie su http://www.comune.clauzetto.pn.it/N_hp_unica.asp?DISTR=1&Col=&progr=1&box=9&ID=299&utente=tutto466cl
(segnalazione di Giovanni jodyber@iol.it)

Praturlone (PN) 
Chiesa di San Giacomo a Praturlone, con affreschi di A. Zago, del 1503, comprendenti Crocifissione e Miracoli di San Giacomo, ricorrenti nell’iconografia locale fra XIV e XVI sec.). Nell’abside sono presenti quattro affreschi che riguardano il miracolo dell’impiccato di S.Giacomo. Vedi foto
(segnalazione di Patrizia stefani_patrizia@libero.it)

Osoppo (UD) 
Chiesetta votiva di San Giacomo.   Risale al quattrocento e fu più volte rimaneggiata. Si qualifica per un altare a trittico ligneo, intagliato dorato e dipinto attribuito a Girolamo Comuzzo (ca.1610).   Vedi foto
(segnalazione di Mario mariobressan1@virgilio.it)

Venzone (UD) 
Chiesetta votiva di San Giacomo.    Chiesa dei Santi Giacomo e Anna.  La Chiesa è situata a circa 800 metri a sud-est della città murata, la prima delle chiese di Venzone ad essere stata ricostruita dopo il terremoto del 1976 e risale probabilmente tra i secoli X e XI, nel periodo in cui si stavano diffondendo i pellegrinaggi a Santiago de Compostela passando tra Venzone e Gemona.  In origine alla chiesa era annesso un eremitorio documentato nel 1336 che, oltre ad assolvere al compito di accoglienza e assistenza dei pellegrini durante il viaggio, era punto di osservazione e difesa ad impedire l’accesso in città di ladri e predoni dando l’allarme con rintocchi di campane.  Nel Duomo di Venzone è conservata una lastra tombale appartenente a Lorenzo De Bacia, importante personaggio d’oltralpe morto in questo luogo mentre attraversava come pellegrino queste terre (fine secolo XIV).  Vedi foto
(segnalazione di Maro mariobressan1@virgilio.it e di Marinella marinella.panozzo@uniud.it)

Sedrano di San Quirino (PN)
Parrocchia dedicata a S.Giacomo Apostolo.  Tale intitolazione viene fatta risalire al periodo tra il secolo dodicesimo e tredicesimo.
In un primo tempo chiesa filiale della Pieve di Montereale, nella seconda metà del 1500, Sedrano con San Foca forma una parrocchia unica, con sede in San Foca.
L’attuale tempio, in stile neoclassico ad una navata, sorge là dove preesisteva una chiesa divenuta, col passare degli anni, “cadente e ristretta”, e che era posta in senso del tutto contrario all’odierna, con la porta maggiore verso il campanile.
“Il 6 marzo 1879 si tracciò la linea e si cominciarono gli scavi per le fonde in calce idraulica e ghiaia …”
Iniziano i lavori, che trovano il loro compimento con la consacrazione avvenuta il 9 maggio 1883, da parte del parroco, “licentia Episcopi”. Della vecchia costruzione, è rimasta solo l’antica torre campanaria.
I tre altari sono tutti costruiti in marmo di Levante; sopra il maggiore è posta una pala, di scuola veneta, con le figure della Beata Vergine, San Giuseppe e San Giacomo in adorazione del Bambino. in ricordo dei fratelli.
Originale è la storia riguardante il dipinto eseguito nel catino absidale, che illustra il martirio di San Giacomo.
Curioso è ricordare che il maestro abbia scelto come modelli per le figure di San Giacomo e del carnefice, due abitanti del paese: per rappresentare il Santo, il pittore fa ricorso ad un uomo ritenuto da tutti i compaesani di grande bontà e mitezza; invece al boia diede le sue sembianze un tale, di cattiva fama, che qui visse per qualche tempo, per poi migrare all’estero.  Vedi foto
(segnalazione di Renato rossetti_renato@libero.it)

Ragogna (Udine)
Chiesa parrocchiale di San Giacomo

Udine 
La Chiesa di San Giacomo di Udine è sita in Piazza Matteotti, nei pressi del luogo sul quale si svolge il mercato settimanale della frutta e della verdura. Secondo una consolidata tradizione, durante il mercato i patriarchi avevano l’abitudine di affacciarsi dal balcone posto sull’altare d’accesso per benedire la folla sottostante e officiare la Santa Messa. La Chiesa di san Giacomo è la più antica di Udine: fu commissionata dalla confraternita dei pellicciai nel 1378. Tra il Cinquecento e il Seicento vennero apportate sostanziali modifiche al monumento: venne realizzata la facciata su progetto di Bernardino da Morcote e nel Seicento fu aggiunta la cappella laterale. La facciata della Chiesa di San Giacomo è tripartita e lo stile con il quale è stato realizzato è lombardo. La Torre Campanaria (Torre dell’Orologio) è adiacente al monumento. Il portale d’ingresso è sormontato da una Madonna con Bambino, realizzata da Giorgio da Carona. L’interno della chiesa custodisce importanti opere d’arte del Venier, Griffoni, Carneo e Corradini.
Maggiori informazioni alla pagina  http://www.viaggioinfriuliveneziagiulia.it/wcms/index.php?id=77,2029,0,0,1,0 

Cordenons (Pordenone)
Erede di un precedente edificio, l’attuale chiesa di S, Giacomo, posta nel cuore dell’antico colmello (borgata) di strada, data tra la seconda metà del XV secolo e gli inizi del XVI, come si deduce da una scritta leggibile sulla parete sinistra della navata (foto), la quale ricorda l’intonacatura dell’edificio (1513).
Sulla stessa parete, a mezz’aria c’è una bella rappresentazione di S.Giacomo e una insolita acquasantiera granitica di forma rettangolare, incassata nella parete e raffigurante due bassorilievi della “Crocespada” di Santiago.Si tratta di un edificio orientato tradizionalmente con la facciata a ponente, a navata unica con travature scoperte, completata dal presbiterio con affreschi di Girolamo Del Zocco da Pordenone, con la volta a crociera su costoloni raffigurante i quattro evangelisti
All’esterno sopra la porta d’ingresso c’è una bella raffigurazione di S. Cristoforo, come in quasi tutte le chiese dedicate a S. Giacomo che si trovano in prossimità di un guado.  Infatti a circa 3 km scorre il Torrente Cellina, il guado è ancora come un tempo e ogni qualvolta che si verifica una piena, si deve intervenire per ripristinarne il passaggio. Nel cuore dei Cordenonesi S.Giacomo occupa ancora un posto importante. Tant’è che, quando si decise di collocare nelle nicchie della parrocchiale di S. Maria (Maggiore) le statue in gesso raffiguranti gli apostoli, le prime due ad essere eseguite furono quelle di S. Giacomo e S. Giovanni Evangelista, e per S. Giacomo si scelse la prima nicchia subito a destra dell’arco trionfale.  Nella foto sono con il sig. Gardonio Augusto, che gentilmente mi ha aiutato in questa ricerca.  Vedi foto
(segnalazione del pellegrino Bruno bruno_cendron@virgilio.it)

Corno di Rosazzo (Udine), frazione Noax
Posta tra verdi colline e campi è una bella chiesetta risalente ai sec.XIV-XV, situata a 2 km.a valle dell’Abbazia di Rosazzo. Attualmente la chiesa è dedicata a S.Biagio, in quanto ereditato da una chiesetta nei dintorni anticamente distrutta. Vi si trova una Pala d’altare della fine del 1700, con la Madonna e il Bambino, S,Giacomo con bordone e conchiglia, e san Pellegrino.  Affreschi recentemente scoperti, datati sec. XIV-XV, dedicati a S.Giuliano l’ospitaliere, insieme alla dedicazione a S.Giacomo, fanno supporre che una antica costruzione adiacente  (ultimamente ristrutturata con qualche appesantimento ma dalle proporzioni  riconoscibili  come medievali), possa essere stata in origine un ospedale-rifugio per i viandanti.  Tra l’altro la chiesetta si trova sulla via del Cammino Aquileiese, a conferma di un suo ruolo per i pellegrini di ieri e di oggi.     Unisco due link utili:
http://www.camminoaquileiese.it/ita/camita/3tappa/3cormonscastel.htm
http://www.camminoaquileiese.it/ita/camita/dettagliateIta/3tappa/varianteAbbazia.htm
http://www.natisone.it/0_store/natisone/corno.htm
(segnalazione di Anna annacarniello@libero.it)