Attenzione alle cimici

 

Negli ultimi anni è sempre maggiore la presenza di cimici (chinche/es in spagnolo) negli albergues per i pellegrini.   Le cimici non rappresentano, salvo rarissimi casi, un serio pericolo per la salute ma certamente possono creare molti fastidi.chinche1

Pur senza creare allarmismo vorrei dare qualche informazione e qualche consiglio per prevenire il manifestarsi del problema e, nel caso, per affrontarlo correttamente.   Per la scrittura di queste pagine ho utilizzando un testo redatto dagli hospitaleros voluntarios.

CENNI GENERALI

  • Le cimici da letto si nutrono di sangue umano e animale. Colpiscono principalmente le zone prive di peli iniettando prima saliva che serve sia da anestetico che da anticoagulante e poi succhiando il sangue della vittima. Le cimici non sono mezzo di trasmissione di agenti patogeni (virus, batteri, funghi, ecc.) né iniettano nella pelle veleni: non sono portatrici di malattie. Nel 50% dei casi – una volta che si estingue l’effetto anestetico della saliva dell’insetto (4 ore ca.) – può insorgere una eruzione cutanea pruriginosa. E’ importante non grattare lechinche2 punture, perché potrebbero infettarsi. In un ridotto numero di casi, si sono notate reazioni allergiche più importanti curabili con antistaminici, lenitivi di punture d’insetti o, in casi estremi, pomate cortisoniche.
  • Le cimici si riproducono con uova minuscole di 1 mm di diametro che si schiudono nel giro di una decina di giorni. Le giovani larve compiono un ciclo di muta in 5 stadi dando vita così a tre generazioni nel giro di un anno. La dimensione degli adulti si aggira sui 5 mm, hanno forma piatta e sono di colore bruno-rossastro specialmente dopo il “pasto”. Si nutrono ogni 5-10 giorni. Si sviluppano più rapidamente con temperature tra i 20 e i 30° C, ma sono in grado di sopravvivere per oltre 6 mesi senza nutrirsi. Possono rimanere inattive e sopravvivere a temperature sotto lo zero per lunghi periodi. Quindi ignorare i segni della loro presenza non farà che incrementarne l’infestazione.
  • Le cimici da letto non volano ma sono in grado di coprire distanze giornaliere di 30 metri. Individuano la presenza degli umani attraverso il calore, l’umidità e l’anidride carbonica emessi dai rispettivi corpi. Salgono lungo le pareti o sui soffitti per lasciarsi cadere dall’alto su coloro che stanno dormendo.
  • Agiscono per lo più nell’oscurità, preferibilmente attorno alle 4 della mattina, quando gli umani sono nella fase più profonda del sonno. Tuttavia possono entrare in azione anche di giorno e nascondersi nelle cuciture degli abiti, degli zaini e dei sacchi a pelo e venire  così trasportati all’albergue successivo.
  • Segni di presenza delle cimici sono dati dalle punture che possono manifestarsi dopo alcune ore o alcuni giorni a seconda della reazione della persona colpita; sono facilmente riconoscibili perché si presentano solitamente in fila per tre (colazione, pranzo e cena!). Mentre si nutrono espellono materia fecale sottoforma di granellini neri simili al pepe. Le cimici vivono nelle vicinanze dei letti (sotto i materassi, nei telai dei letti) nelle prese di corrente, nelle fessure nei muri o dei pavimenti o dietro la carta da parati. In presenza di un’infestazione da cimici, a volte è facile notare un odore di lampone marcio.

PREVENZIONE

Evitiamo di lasciare zaino e vestiti in luoghi particolarmente sporchi.

Evitiamo di sdraiarci direttamente su materassi e cuscini: adoperiamo lenzuola di tessuto non tessuto (sempre più spesso si trovano negli albergues) e il sacco a pelo o sacco lenzuolo.

Quando occupiamo il nostro posto letto diamo un’occhiata in giro: pavimenti, piedi del letto, muri adiacenti e magari esaminiamo attentamente il materasso e il cuscino.

Se vediamo qualcosa che non va o qualcosa di sospetto avvertiamo l’hospitalero.

IN CASO DI CONTAGIO

Come già prima accennato le punture delle cimici appaiono come piccole bollicine rossastre, spesso disposte in file e  accompagnate da forte prurito.

Se ci accorgiamo di avere le cimici o se ne abbiamo il sospetto, avvertiamo l’hospitalero: attenzione, è molto importante, per se stessi ma soprattutto per gli altri pellegrini.   Se lo teniamo nascosto, diventiamo noi stessi diffusori delle cimici!!!!

Evitiamo di grattarci per non produrre lesioni alla pelle che potrebbero divenire fonte di infezione.

Puliamo la zona della puntura con acqua e sapone. Applichiamo eventualmente  una pomata o crema calmante (guardiamo nella cassetta dei farmaci dell’albergue  o meglio ancora chiediamo in farmacia). Se il prurito è particolarmente forte e le punture molto numerose dobbiamo recarci dal medico.

Con l’aiuto dell’hospitalero (ripeto in continuazione che l’hospitalero deve essere coinvolto!!) dobbiamo disfarci di cimici, larve e uova – tutti visibili a un accurato esame degli abiti, zaini, sacchi a pelo, ecc., Portiamo quindi zaino, indumenti, sacco a pelo all’aperto, in una zona pulita; esaminiamo accuratamente ogni capo rivoltandolo, soprattutto lungo le cuciture.

Il calore è la modalità migliore per trattare capi e articoli sospetti. Dovremo quindi lavare e asciugare tutti gli indumenti sospetti, lo zaino e il sacco a pelo a temperature superiori ai 50°C per un tempo non inferiore ai 7 minuti.    Molto utile è porre successivamente il tutto in un sacco di plastica nero lasciandolo esposto al sole il più a lungo possibile.

COMPITI DELL’HOSPITALERO

Se l’hospitalero è a conoscenza della presenza di cimici dovrà assumere tutte le iniziative del caso:

  • controllare l’eventuale presenza di escrementi – sotto forma di granellini neri – di uova, gusci vuoti delle pupe, insetti adulti.
  • controllare sedie, poltrone imbottite, divani; controllare lungo e sotto i bordi di moquette e tappeti, crepe nelle modanature del legno e negli spigoli tra la parete e il soffitto.
  • pulire utilizzando spazzole rigide, se possibile aspirapolveri potenti o meglio ancora vaporelle.
  • rivestire le gambe dei letti con nastro bi-adesivo, o spalmare della vaselina attorno alle gambe dei letti: questo impedirà alle cimici di salire sul letto.
  • applicare idonei prodotti nelle zone infestate

ma nella quasi totalità dei casi l’albergue sarà sottoposto ad un processo di disinfestazione mediante fumigazione con la inevitabile chiusura della struttura per alcuni giorni.

CONSIDERAZIONI FINALI

Il fenomeno delle cimici da letto risulta più arduo da controllare durante la stagione estiva per l’incremento del numero dei pellegrini e l’aumento delle temperature che ne accelerano la riproduzione.  Inoltre una pulizia carente o poco efficace concorre a incrementare il fenomeno trasformando l’albergue in una “fabbrica” di cimici cui ogni giorno si aggiungono quelle trasportate dai pellegrini.

Accade spesso che, specie durane la stagione estiva, alcuni albergues del cammino debbano essere sottoposti a disinfestazione.   Questa pratica è indispensabile ma purtroppo non è definitiva perché una struttura risanata può essere nuovamente ripopolata di cimici ad opera dei pellegrini stessi che ogni giorno vengono ospitati: i pellegrini sono al tempo stesso vittima delle punture delle cimici e diffusori della loro presenza.

E’ quindi indispensabile che i pellegrini siano informati dell’esistenza del problema e delle iniziative da assumere.   Molto poco utili – oltre che inefficaci e controproducenti – sono invece gli allarmi che vengono diffusi, generalmente tramite i forum e i social networks, per avvertire della presenza di cimici in una particolare struttura: quando l’allarme arriva è probabile che il problema sia già stato risolto e che invece si sia manifestato in un’altra struttura.

Ricordiamo infine di fare attenzione a non utilizzare impropriamente prodotti chimici per la disinfestazione: questo potrebbe costituire un rischio per la salute superiore a quello provocato dalle cimici.

LE ZECCHE

Molto più pericolose perché portatrici di infezioni sono le zecche che però si prendono più difficilmente perché non stanno negli ambienti chiusi ma all’aperto.

Occorre semplicemente evitare di sdraiarsi senza protezioni sull’erba, specialmente in zone dove passano animali al pascolo. Evitare anche di passare dove l’erba è alta. Se la zecca ci ha punto e si è attaccata alla nostra pelle ci appare come un sacchettino scuro. Occorre necessariamente recarsi dal medico che la estrarrà con pinze adeguate disinfettando la ferita ed eventualmente prescrivendoci antibiotici.

PER APPROFONDIMENTI

https://it.wikipedia.org/wiki/Cimicidae

https://www.youtube.com/watch?v=tNC6SCQZ6zE

Novità sulle credenziali: la Cattedrale di Santiago stringe i freni

In altre pagine del sito (Cammino di Santiago / Le origini e Partire / La credenziale) parlo della credenziale.   In origine questo documento certificava lo status di pellegrino di una persona che partiva in pellegrinaggio.  Il viaggio era lungo, pieno di rischi; le condizioni economiche prevalenti non consentivano di mantenersi lontano da casa per lungo tempo.   Così il mantenimento dei pellegrini era affidato alla pubblica carità.   Essenziale era dunque possedere una credenziale senza la quale un pellegrino poteva essere considerato un semplice “vagabondo”.

Anche le credenziali di oggi certificano la qualità di “pellegrino”.   Vengono presentate negli albergues e qui viene apposto timbro e data.   Il possesso della credenziale non è essenziale per avere un posto letto: non lo è certamente per gli albergues privati (la maggioranza) ma neppure per la maggioranza degli albergues parrocchiali nei quali, per principio, non si manda mai via nessuno.    Solo in alcuni casi alcuni hospitaleri particolarmente zelanti rifiutano l’alloggio a chi ne è sprovvisto.   Il motivo è che gli albergues sono riservati ai pellegrini e un pellegrino senza credenziale non è tale: è un discorso discutibile, visto che la credenziale si può acquistare dappertutto senza alcun problema.   Ma così è.

Giunti a Santiago l’Oficina de Peregrinos rilascia la compostela a chi presenta la credenziale.

L’Oficina dipende dalla Cattedrale di Santiago: è evidente che è facoltà della Cattedrale stabilire regole per il rilascio della credenziale.   Le norme prevedono che siano abilitati al rilascio la Oficina stessa e altre istituzioni da questa autorizzate: Associazioni spagnole di Amici del Cammino, Associazioni straniere, alcuni albergues , le parrocchie di origine dei pellegrini, le confraternite di pellegrini.   Il rilascio in alcuni casi è gratuito, in altri è richiesta una libera offerta, in altri ancora esiste una precisa tariffa: c’è quindi la più ampia varietà di casi.

Nel tempo sono proliferate le varietà di credenziali: alcuni Enti, Associazioni e privati ne hanno stampato e distribuito di proprie tanto da indurre recentemente il Cabildo (Capitolo) de la Catedral de Santiago a mettere un freno.   In una nota del novembre scorso ha stabilito, in sintesi, quanto segue:
1. Ci sono oltre 25 tipologie di credenziali, con prezzi che vanno dalla gratuità a 20 €.   Alcuni le vendono addirittura su Internet.    L’accoglienza, l’attenzione, la gratuità devono essere obiettivi fondamentali della presenza del Capitolo sul cammino.
2. L’unica credenziale valida è quella approvata dalla Cattedrale di Santiago.   Deve essere data in forma gratuita o ad un prezzo massimo di 2 € evitando qualsiasi attività commerciale e di lucro.
3. E’ possibile per gruppi e associazioni personalizzarla, ma in forma limitata e comunque previ accordi con la Oficina de Acogida.
4. Le istituzioni e associazioni straniere potranno prendere accordi speciali con la Cattedrale.
5. Chi ancora distribuisce credenziali potrà farlo con le vecchie modalità sino al 1°  aprile 2016.

La conseguenza sarà, ovviamente, che se al momento della richiesta della compostela verrà presentata una credenziale non approvata dalla Cattedrale il rilascio stesso sarà negato.    Attenzione quindi!

Sono norme severe.   Saranno applicate rigidamente?   Al momento non ho notizie da parte della Confraternita di San Jacopo di Compostela che in Italia è da sempre abilitata dalla Cattedrale di Santiago al rilascio delle credenziali.   E’ quasi certo comunque che la sua credenziale sarà ritenuto valida.

Clicca qui per scaricare la nota del Cabildo

Qualche dato interessante sugli iscritti alla newsletter

Al 31 dicembre 2015 gli iscritti alla newsletter del sito erano 6037.

Mi sono divertito a fare qualche statistica sulla loro residenza allo scopo di tracciare una sommaria mappa dell’interesse in Italia al Cammino di Santiago.   Non sarà un campione perfetto ma certamente può fornire qualche utile indicazione.

Iniziamo con la ripartizione per regione degli iscritti (numeri assoluti): appare nettamente in testa la Lombardia, seguita da Veneto, Lazio, Piemonte e Toscana.   All’ultimo posto la Val d’Aosta.

grafico regione assoluto

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Attenzione però: la Lombardia è una regione molto popolata, la maggiore in Italia e la Val d’Aosta la più piccola.   Se rapportiamo il numero degli iscritti a quello della reale popolazione il grafico cambia.   In testa sale la Liguria seguita dalla Romagna, dalla Lombardia, dal Piemonte, dal Veneto.   All’ultimo posto la Calabria preceduta da Campania, Basilicata e Molise.      Raggruppando le regioni appare netta la differenza fra l’Italia del Nord, del Centro e del Sud.    Fanno eccezione la Sardegna, collocata in zona medio alta, e Bolzano, collocata nelle parti basse della graduatoria.

grafico regione corretto

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Pochi naturalmente gli iscritti all’estero: 75 pari all’1,2%.   Un terzo sono Svizzeri del Ticino. Un altro terzo se lo dividono Gran Bretagna, Spagna, Francia e Germania.

grafico estero

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Passando alle province il maggior numero di iscritti si concentra alla Spezia, Verbania, Savona, Milano, Cuneo e Bologna.   Agli ultimi posti Vibo Valentia, Barletta-Andria, Campobasso, Crotone e Ogliastra.

grafico province

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Anno santo a Le Puy, inizio della medioevale Via Podiensis

Le Puy 1Il santuario di Notre Dame de Le Puy si trova in Francia, nei territori del Velay (ad est del Massif Central), di lingua e tradizione occitane.   E’ nel dipartimento della Haute-Loire, regione dell’Auvergne.

E’ tradizione che nell’anno 950 al vescovo di Le Puy dell’epoca, Gotesalc, apparve la Madonna.    Gotesalc per ringraziamento compì un pellegrinaggio a Santiago de Compostela, nel luogo in cui, un secolo prima, era stato scoperto il sepolcro dell’apostolo Giacomo.   Dell’itinerario percorso lasciò una descrizione.   In seguito fu iniziata la costruzione di una cattedrale, divenuta nei secoli luogo di pellegrinaggio.   L’Unesco ha dichiarato la Cattedrale Patromio dell’Umanità.

Da Le Puy inizia anche una delle quattro grandi vie storiche medioevali del pellegrinaggio verso Santiago: la via denominata, appunto, Via Podiensis che, toccando Conques, Cahors e Moissac, raggiunge Ostabat unendosi al tracciato della Via Turonensis e, poco dopo, raggiunge Saint Jean Pied de Port.

Le Puy 2Il suo tracciato è denominato, nel sistema sentieristico francese, GR65 ed è segnalato e manutenuto dalla FFRP (Federation Française de la Randonnee Pedestre).    Fra le quattro grandi vie storiche medioevali in Francia (oltre alla Turonensis c’è la Lemovicensis e la Tolosana) è la più frequentata.

Il 15 agosto, anniversario dell’Assunta, è festa a Le Puy.   Gli anni in cui il 25 marzo, festa dell’Annunciazione, coincide con il venerdì santo sono considerati anni giubilari straordinari.    Non è frequente questo avvenimento: dal 1407, anno in cui si festeggia questo tipo di ricorrenza, ci sono stati solo 29 anni giubilari.    Il 2016 sarà il trentesimo.

Una nuova rappresentazione della Via Francigena: tutte le strade portano a Roma

Tutte le strade portano a Roma: è un modo di dire antico ancora oggi molto usato.   Da dove viene?   Probabilmente trae origine dall’efficiente sistema di strade dell’antica Roma, su cui in buona parte si basa l’attuale sistema viario italiano. Molte strade consolari partivano da Roma e quindi, se prese in senso contrario, “portavano a Roma”.   A questo proposito occorre ricordare che nel 20 a.C. l’imperatore Augusto (a quell’epoca curator viarum) fece erigere una colonna di marmo rivestita di bronzo dorato, nella quale (così sembra anche se non è del tutto sicuro) erano indicate le distanze da Roma delle principali città dell’impero romano.

In Germania un’equipe di designer esperti di mobilità (Benedikt Gross, Raphael Reimann e Philipp Schmitt  del Moovel Lab di Stuttgard) ha realizzato un complesso studio per rispondere alla domanda: tutte le strade portano a Roma? Sulla carta geografica d’Europa hanno individuato un reticolo 486.713 punti di partenza, quindi hanno ricostruito i diversi percorsi per raggiungere la capitale della cristianità.

Ecco quindi una bellissima carta dell’Europa che indica la rete viaria europea, quasi fosse il sistema vascolare di un organismo vivente, con Roma al posto del cuore. Ogni strada è rappresentata con un tratto più o meno marcato a seconda dell’intensità del traffico.   Possiamo considerarla una mappa europea per chi vuole realizzare un pellegrinaggio a Roma partendo dalla propria casa.

strade a roma low

 

(clicca sull’immagine per una più alta risoluzione)

La piccola storia di una anziana pellegrina belga

Vi racconto una piccola storia che mi ha raccontato “P.”, una persona che mi è amica.

E’ il 3 dicembre 1962, sono le 21.  Siamo nel piccolo ospedale di S.
P. è ancora nel suo ufficio.   Laureata da poco, è stata da poche settimane nominata direttore amministrativo.  E’ ancora inesperta: deve studiare attentamente le leggi e i regolamenti che regolano il funzionamento degli ospedali, i problemi che deve affrontare.   E’ normale quindi (almeno per lei) che si trattenga in ufficio fino a tardi.
Bussa alla sua porta l’usciere dicendole che c’è una signora anziana che ha bisogno di lei. E’ una signora belga, piccina, sui 70 anni, che porta le sue cose in un carrettino.   Dice di stare compiendo un pellegrinaggio da Bruxelles a Roma a piedi.  Siamo nella stagione fredda e ha bisogno di un luogo al coperto dove dormire

P. le propone di andare a casa sua, che è grande ed ha letti a disposizione.    No: lei si accontenta di dormire all’ospedale.
Allora le offre di dormire sul divanetto del suo ufficio.  No: lei ha la sua stuoia. E’ una pellegrina e dormirà per terra.   Stare al coperto è quello di cui aveva bisogno: di altre comodità può fare a meno.
P. insiste, ma non c’è nulla da fare.

La lascia nel suo ufficio e va a casa: verrà molto criticata per questo gesto di accoglienza e di fiducia (una sconosciuta in un ufficio, di notte, in ospedale!!!).
La mattina dopo, al suo rientro, la signora se n’è andata.  Le ha lasciato un biglietto, scritto con calligrafia precisa sul retro di una immaginetta di Padre Pio.
Questo il testo, che fa riferimento al colloquio avuto la sera prima con P.:

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pellegrina belga
clicca per ingrandire

Sì – Anormale. Contrariamente alla maggioranza degli umani della nostra epoca io so che la vita ci è stata donata da Dio. Creatore di tutto quello che esiste. Egli ci ha donato sulla terra ogni libertà di servirlo o no.
Alla fine di questa vita noi saremo giudicati, non soltanto sul male che noi avremo fatto, ma anche sul bene che noi avremmo dovuto fare e che non abbiamo fatto.   Ognuno secondo la propria situazione e quello che nostro Signore s’aspettava da noi.
Quello che Lui mi chiede, Egli lo chiede molto raramente.
La gioia che il mondo non trova nei vani piaceri del mondo e che io possiedo prova bene che io sono nella verità.
Sarzana 3-4 dicembre 1962
Bruxelles-Roma a piedi
J. Cormanne Varhamme

Nella nota a pié pagina: Charles de Foucauld non dormiva forse per terra? che importanza ha questo per voi?

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P. ricorda che, qualche settimana, dopo ha visto pubblicata su un quotidiano (non ricorda quale) la foto della pellegrina in Piazza San Pietro.   Ricorda anche che non era il primo suo pellegrinaggio: le sembra che fosse il quinto.

E’ una storia accaduta 53 anni fa, di una pellegrina belga.   E’ una storia minima, ma che credo valesse la pena di proporre a chi la saprà apprezzare.

L’almanacco del giorno

Segnalo una pagina di questo sito che non molti conoscono e frequentano: è quella dell’Almanacco del Giorno

Non c’entra nulla con i cammini, d’accordo: è una pagina mia personale, un po’ all’antica se vogliamo, quando erano di moda gli almanacchi.

Per ogni giorno dell’anno si trovano informazioni sul sole (alba e tramonto), sulla luna, sul segno zodiacale.   Sono citati il santo del giorno, le feste religione dei cattolici, degli ebrei, dei musulmani.   Sono indicati i principali avvenimenti storici accaduti nel giorno.   E infine propongo la canzone del giorno: testo e link per ascoltarla su Youtube.

Visitate questa pagina e, se volete, mandatemi un commento.

Per chi vuole ricevere la newsletter

Chi vuole ricevere la newsletter deve chiedere l’iscrizione al servizio compilando una apposita scheda: http://www.pellegrinando.it/servizi-utili/newsletter/

Recentemente ho fatto una radicale revisione delle liste degli iscritti cancellandone molti perché le newsletter inviate tornavano indietro.    Molti infatti hanno cambiato indirizzo email, o hanno abbandonato quello vecchio, o hanno la casella postale piena che così non accetta ulteriori messaggi, o hanno indicato indirizzi aziendali configurati per respingere le email provenienti da newsletter.

Chi non riceve più la newsletter deve quindi inscriversi nuovamente.

 

Lettera pastorale dei vescovi spagnoli e francesi

L’Agenzia S.I.R. (Servizio Informazione Religiosa) creata per iniziativa della Federazione Italiana Settimanali Cattolici e con il sostegno della CEI, ha pubblicato sul suo sito (http://www.agensir.it/) questa notizia:

VESCOVI FRANCIA E SPAGNA: LETTERA PASTORALE SUL CAMMINO DI COMPOSTELA

Una lettera pastorale per “ridare senso spirituale” al cammino di Santiago di Compostela al titolo “Il cammino di San giacomo: ricerca e incontro”.  La lettera è stata scritta dai vescovi francesi e spagnoli della diocesi nelle quali passa il percorso dell’antico pellegrinaggio.

È dal 2009 che su iniziativa di monsignor Barrio Barrio, vescovo di Compostela, i presuli dei due paesi si incontrano con lo scopo di promuovere insieme una pastorale comune di evangelizzazione sul Cammino di San Giacomo. Quest’anno, dopo anni di lavoro e confronto, sono riusciti a pubblicare il testo.

“Questo cammino – spiega monsignor Marc Aillet, vescovo di Bayonne – ha una specificità: è un cammino di fede e di comunicazione della fede. Fin dal Medioevo, questo cammino in qualche modo, ha plasmato l‘Europa, condividendo i valori dal Vangelo, attraverso le peregrinazioni di tanti pellegrini cristiani”. Questa matrice cristiana però, nel tempo e soprattutto oggi, ha perso il suo mordente. “Un certo numero di associazioni culturali, laiche e talvolta laiciste, così come i tour operator, si sono appropriate del cammino e lo hanno svuotato a poco a poco del suo significato spirituale per farne un cammino turistico e culturale come tanti altri”.

Da qui l’esigenza di fare del cammino di Compostela un cammino di evangelizzazione pur sapendo che il 70% delle persone che lo intraprendono non lo fanno per motivi religiosi. “Tuttavia – aggiunge il vescovo di Bayonne – sentiamo che intraprendere questo cammino significa manifestare una cerca ricerca di senso, un soffio nuovo nella propria vita, il desiderio di rompere con i ritmi accelerati di oggi per mettersi al ritmo della creazione, al passo dell’uomo. Ci sono molte testimonianza che ci dicono che sul cammino si vivono vari incontri, con Dio e con cristo”.

La lettera contiene un appello rivolto in modo particolare alle parrocchie che si trovano lungo il percorso di Compostela e alle comunità religiose che accolgono i pellegrini: “uscite sul cammino ed evangelizzare; accogliete coloro che incontrate, invitateli a visitare le vostre chiese, spiegate loro la fede e l’arte; aprite con loro spazi di dialogo, sosteneteli nel loro pellegrinaggio. Invitateli alla conversione del cuore, alla infinita misericordia di Dio attraverso la Parola e i sacramenti”.